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Pd, parla Cuperlo: “Renzi non racconta come deve essere il Pd”

Chiusasi ieri la Leopolda, convention renziana giunta alla sua 4^ edizione, Gianni Cuperlo si pronuncia in merito al modello di partito che il Sindaco di Firenze avrebbe in mente: “vedo solo una persona protagonista che non racconta come deve essere il  partito”, ha detto.

Matteo Renzi

L’anti-Renzi per eccellenza, tra i 4 candidati alla segreteria del Partito Democratico, ospite oggi di Repubblica Tv, è stato molto critico circa le posizioni del suo sfidante: “Penso che il Pd debba essere rifondato e riformato. Un partito non può essere solo le primarie. Un partito politico non lo tieni insieme solo con un programma, è una cultura, un’identità”. Identità del Pd, appunto. La stessa che Renzi vuole ridelineare, con nuovo spirito e obiettivi diversi rispetto al passato, soprattutto recente, come ha annunciato ieri nel suo discorso di chiusura della convention: “Mai più inciuci e larghe intese”.

Il primo segno dello scollamento renziano rispetto al ‘vecchio’ Partito Democratico è stata la scelta, molto criticata,  di non esporre alla Leopolda simboli e bandiere del Pd. Cuperlo dissente: “Noi al 24/25 febbraio abbiamo perduto 3 milioni di voti…sono tanti. Se siamo la sinistra devi dire chi sei, il tuo nome. E se vuoi che il tuo nome abbia consenso devi anche dire ‘per chi sei'”. Ricorda agli ascoltatori che il governo Letta è solo una parentesi, da considerare contestualmente alle contingenze politiche in cui si è trovato a nascere: “Dovrà concludersi facendo fronte alle necessità per le quali è nato: la legge di stabilità, ad esempio”. Sulla mortificazione cui il Porcellum ha sottoposto la democrazia in Italia è chiaro: “Mai più al voto con queste regole, abbiamo preso un impegno quasi di ordine morale con gli elettori”.

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