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Pelle artificiale: grazie alla nanotecnologia si può

Da tempo i medici e chirurghi di tutto il mondo si stanno adoperando alla ricerca di un valido metodo che possa permettere di avere a disposizione materiali sempre più resistenti ma anche sensibili al tatto, per pazienti con protesi.

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Infatti la maggior parte delle protesi diffuse in tutto il mondo è assolutamente non sensibile al tatto e ad altri stimoli, avendo dunque essenzialmente una funzione estetica: dagli scienziati della Georgia Tech, istituto specializzato in questo tipo di ricerche per l’organismo umano, arriva una notizia importante, con la possibilità di avere a disposizione un materiale che somiglia alla pelle umana vera e propria, con annessi stimoli tattili e percezioni.

Parliamo in questo caso di un materiale che, così come avviene normalmente, con stimoli meccanici convertiti in stimoli neuroniali che seguiranno le vie sinaptiche del sistema nervoso, permette passaggio di questo segnale. In particolare, si parla di fili di ossido di zinco che producono un potenziale successivamente convertito in corrente elettrica. Per aumentare e cercare di rendere più efficace la trasmissione del segnale si è fatto ricorso alla nanotecnologia che ha permesso un aumento di densità del sensore.

Questo congegno, già presentato sulla rivista scientifica “Science” potrebbe rivoluzionare il mondo della chirurgia, nel campo delle protesi: non ci sarà più il timore di indossare arti artificiali, poiché si avrà una piena sensibilità col nostro corpo.

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