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Pena di morte: in USA tre condanne in poche ore, dopo lo stop imposto dalla Corte Suprema

Tre condanne a morte in appena 24 ore. Sono trascorse giusto sette settimane da quando la Corte Suprema americana aveva imposto alle esecuzioni capitali uno “stop” per accertare le cause che hanno portato il condannato dell’Oklahoma Clayton Lockett a morire nel braccio della morte dopo 43 minuti di atroci sofferenze.

carcere rassegna Bologna

Le proteste seguite alla condanna di Lockett erano arrivate fino alla Casa Bianca, tanto da spingere Obama ad ordinare una “revisione” delle modalità dell’esecuzione ed accertare le responsabilità degli addetti, anche in  riferimento ai cocktail di farmaci iniettati.

Ma il 18 giugno 2014 le condanne sono riprese e, almeno per un altro condannato, non è detto che la morte sia stata priva di sofferenze. L’esecuzione è avvenuta nel sud-est della Georgia, a Jackson, dove Marcus Wellons è finito nel braccio della morte per aver violentato ed ucciso una ragazza 15 enne. Le autorità giudiziarie hanno dichiarato che la condanna è stata effettuata “con successo”, anche se, secondo il penitenziario, l’esecuzione di Wellons avrebbe avuto inizio più di un’ora prima rispetto all’ora in cui è stato dichiarato la morte. Segno che qualcosa potrebbe non essere andato per il verso giusto.

Poche ore dopo John Henry, un nero 63 enne, è finito nel braccio della morte in Florida per aver ucciso il figlio di 5 anni e la moglie. L’uomo era in carcere dal 1986, dopo essersi macchiato dell’assassinio della prima compagna. E una terza condanna ha avuto luogo nelle stesse ore nel Missouri.

(fonte: La Stampa)

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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