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Pensionato decapitato a Lumarzo, news indagini: perquisita la casa del nipote

Era uscito a cercar funghi, Albano Crocco, infermiere 68enne in pensione, ma non ha più fatto ritorno a casa. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato, mutilato, nel bosco di Craviasco di Lumarzo (Genova), poco distante dalla sua abitazione.

Qualcuno gli ha sparato e poi, molto probabilmente armato di machete, ha fatto scempio del suo cadavere, decapitandolo. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato in fondo a un dirupo, e dopo un primo esame del medico legale la terribile verità sulla vicenda è emersa: non un incidente, ma si sarebbe trattato di un efferato omicidio compiuto a sangue freddo. Le ferite sul corpo di Crocco, colpito alle spalle, le avrebbe causate un fucile da caccia; la testa della vittima non è stata ancora ritrovata.

Nelle ultime ore gli sviluppi delle indagini stanno portando a galla dei dettagli sconvolgenti: benché non sia stata ancora del tutto esclusa la pista investigativa del gesto di un folle, per il delitto vi sarebbero già tre sospettati tra amici e parenti dell’ex infermiere (si segue la pista della presunta disputa con un cugino per un terreno) che, a detta dei familiari, “non aveva nemici”. Le indagini, che vedono impegnati i carabinieri del nucleo operativo di Chiavari, coadiuvati dai Ris di Parma, continuano a tutto campo: ieri è stato interrogato il nipote della vittima, Claudio Borgarelli, e perquisita la sua casa, presumibilmente perché sita a poca distanza dal punto in cui il 68enne aveva posteggiato la sua auto, prima di incamminarsi in cerca di funghi.

L’uomo sarebbe indagato, come atto dovuto, per omicidio volontario, e dalla sua abitazione gli inquirenti avrebbero sequestrato una pistola e diversi coltelli. “È vero, mesi fa avevo litigato con mio zio perché aveva scaricato dei materiali di risulta quasi davanti a casa mia e per questo da allora non ci rivolgevamo più la parola. Ma era tutto finito lì, tanto che pur potendolo denunciare alla forestale non lo feci. Ho solo preteso che portasse via quei detriti” – è Il Secolo XIX a riportare le sue dichiarazioni – “Credo che i carabinieri abbiano voluto perquisire la mia casa perché è la più vicina al bosco dove è stato trovato ucciso. Ma io sono tranquillo”. L’uomo ha inoltre dichiarato di non avere la minima idea di chi possa aver commesso l’efferato crimine.

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