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Pensione 2018 età, a quanti anni si può ‘uscire’ dal lavoro? Ecco la guida utile

Importanti novità per i pensionati italiani. A partire dal  1 gennaio 2019 entreranno in vigore le nuove regole per la rivalutazione dei trattamenti previdenziali, lo strumento con cui gli importi delle pensioni vengono adeguati all’aumento del costo della vita rilevato dall’ISTAT. In questo modo la pensione viene adeguata ad un eventuale incremento dell’inflazione, così da mantenere inalterato il potere di acquisto dell’assegno previdenziale con il passare degli anni. Questo strumento, conosciuto anche con il nome di perequazione , era stato bloccato dalla riforma Fornero del 2011, ma è stato reintrodotto dalla legge 174/2013 che ha previsto una fase transitoria con scadenza nel 2016, poi prorogata fino al 2018. Ma adesso, invece, andiamo a scoprire a quanti anni gli italiani possono andare in Pensione. Ecco la guida utile…

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Pensioni 2018 riforma

Pensione anticipata: ecco a quanti anni si può andare via

Con l’attuale pensione anticipata si può smettere di lavorare a qualsiasi età purché si abbia maturato un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi (per gli uomini) o 41 anni e 10 mesi (per le donne). Questo requisito subirà una variazione nel 2019 a causa dell’adeguamento con le aspettative di vita INPS: dal 1° gennaio del prossimo anno, quindi, per la pensione anticipata saranno necessari 43 anni e 3 mesi (uomini) o 42 anni e 3 mesi.

Ape Sociale e Ape Volontaria: a quanti anni si va in pensione?

Ad oggi si può andare in pensione anche con meno anni di lavoro: ad esempio, per la pensione di vecchiaia sono sufficienti 20 anni di contributi versati, ma a fronte di un’età anagrafica di 66 anni e 7 mesi (67 anni dal 2019). Inoltre ci sono altri strumenti che consentono di andare in pensione, come l’Ape Sociale che permette a disoccupati, invalidi civili al 74% e persone che assistono parenti di primo grado, se disabili gravi, di smettere di lavorare dopo 30 anni (ma con almeno 63 anni compiuti). Per i lavori gravosi, invece, sono richiesti 36 anni di contributi. Con l’Ape Volontario, invece, si cessa di lavorare con un’anzianità contributiva di 20 anni, purché si sia a meno di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento della pensione di vecchiaia. Con l’Ape Volontario però non si va subito in pensione: nei 3 anni e 7 mesi che precedono la pensione di vecchiaia, infatti, il lavoratore percepirà un prestito erogato da un istituto di credito che poi verrà ripagato tramite una decurtazione sulla pensione di vecchiaia.

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