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Pensioni 2016 news oggi: accordo Governo sindacati 6 miliardi in tre anni e Quota 41 per i precoci in difficoltà

La lunga fase di confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni, nell’incontro odierno, si è conclusa con la stesura di un verbale condiviso sulle modifiche all’attuale sistema previdenziale che dovranno essere apportate nel prossimo triennio con la previsione di uno stanziamento di 6 miliardi. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha dichiarato: “Abbiamo concluso la fase di lavoro con i sindacati e siglato un verbale che è la sintesi di questo lavoro sulle tematiche della previdenza. Abbiamo rappresentato l’intenzione del governo di rendere disponibili sei miliardi in tre anni. Questa previsione fa i conti con il quadro generale di finanza pubblica e siccome sono interventi strutturali, avremo una distribuzione che parte più bassa e cresce nel tempo”.

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Mentre il sottosegretario, Tommaso Nannicini ha precisato che: “Da domani partirà il confronto con i sindacati per la definizione delle soglie dell’Ape, il cosiddetto anticipo pensionistico. La definizione delle risorse sarà approfondita in vista della legge di bilancio“. Gli interventi che sono stati definiti e che dovranno essere adottati nei prossimi tre anni riguardano l’Anticipo pensionistico, il pensionamento anticipato dei lavoratori precoci, l’aumento e l’estensione della platea dei beneficiari della quattordicesima mensilità per le pensioni più basse.

La notizia più attesa riguardava la controversa questione dei lavoratori precoci per i quali è stato fissato il criterio che: “Uscita 41 anni per precoci in difficoltà. Per chi ha lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni l’uscita sarebbe anticipata a 41 anni di contributi se si appartiene alle categorie di lavoratori in difficoltà, come disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili e chi ha svolto attività gravose”. Mentre per quanto riguarda l’Anticipo pensionistico scelto su base volontaria viene fissato un limite minimo, da definire, per la pensione che bisogna aver maturato. Da parte sindacale il commento quai univoco dei tre leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo è che: “Si è fatto un buon lavoro, ma non è ancora concluso. Il lavoro va avanti, restano ancora tante cose da fare”.

Qui il testo integrale del verbale sottoscritto oggi da Governo e sindacati

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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