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Pensioni 2016 news oggi: Ape, precoci e usuranti, come Tommaso Nannicini riforma la legge Fornero

Per quanto riferito da fonti sindacali, l’incontro di ieri sulla riforma delle pensioni, che è stato un tavolo tecnico di approfondimento sui provvedimenti che il Governo dovrebbe presentare insieme alla legge di Stabilità, lascia aperte buone probabilità che si arrivi a un accordo tra le parti. Si partirà con la misura principale di Anticipo pensionistico a cui potranno accedere tutti i lavoratori sia pubblici che privati, dipendenti e autonomi che al 1°gennaio 2017 avranno compiuto 63 anni, quindi con un anticipo di tre anni e 7 mesi rispetto a quanto previsto dalla Legge Fornero.

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Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si è dichiarato fiducioso sull’accordo che potrebbe essere sancito nel prossimo incontro politico-sindacale del 21 settembre prossimo. Il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, ha confermato: “Sessantatré anni è la mediazione arrivata ieri ma che era in viaggio da un po’ di tempo. Ma non ci sono parti completamente definite e ci siamo dati appuntamento al 21. In quella data stringiamo e chiudiamo”, mentre per la Uil, Domenico Proietti, ha evidenziato che l’Ape: “Avrà una sperimentazione di due anni” e che la rata di ammortamento dovrebbe essere a carico dello Stato per i lavoratori che andrebbero a percepire una pensione di 1200 euro netti. La Cgil si mantiene più prudente con Vera Lamonica che ha detto un laconico: “Stiamo continuando a lavorare”, e sulla vertenza dei lavoratori precoci ha aggiunto: “Il tema del lavoro precoce, dei 41 anni per chi ha iniziato a lavorare prima dei 18 anni, costituisce una priorità, considerata l’urgenza d’individuare soluzioni per una categoria fortemente penalizzata dagli interventi di riforma”. Tutti i sindacati hanno concordato su un ulteriore approfondimento del pensionamento dei lavoratori precoci e usuranti: “Occorre definire meglio la platea e il bonus al contributivo”.

Il sottosegretario Tommaso Nannicini, che sta guidando lo staff di tecnici incaricati di riformare il sistema previdenziale, relativamente all’Ape ha spiegato: “Forse faremo cifra pari a 63 anni. Entro fine mese chiuderemo”. Circa il requisito anagrafico necessario per accedere all’anticipo ha aggiunto: “L’asticella è ancora da definire ma non è soggetta a contrattazione. Si tratta di capire dov’è l’equilibrio più giusto”. In base alle prime previsioni del Governo sarebbero circa 350mila i lavoratori che potenzialmente potrebbero richiedere l’Ape, per il primo anno di sperimentazione. Occorrerà che siano chiari i dettagli, per valutare l’effettiva convenienza per i lavoratori a optare per l’Anticipo.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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