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Pensioni 2016 news oggi: Cesare Damiano, “Sì al taglio del costo del lavoro, ma non a scapito della previdenza”

Come conciliare la riduzione dei costi del lavoro e una maggiore flessibilità in uscita, in un contesto dove le risorse economiche sono necessariamente limitate? Nelle ultime settimane il dibattito sulla riforma delle pensioni si è arricchito di un nuovo spunto di riflessione, che riguarda appunto la necessità di conciliare il rilancio dell’occupazione con le misure della riforma previdenziale. A pochi giorni dagli attesi incontri tra Governo e sindacati, che decideranno la sorte di alcune platee di pensionandi, non sono in pochi, infatti, a guardare con una certa apprensione all’ipotesi di un accordo tra i due attori: a preoccuparli sarebbe un’eventuale sottrazione di risorse economiche al mondo delle imprese.

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A dire la sua anche Cesare Damiano, che proprio nelle ultime ore ha affidato il suo pensiero sul tema a Facebook. Secondo il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, “se il Governo sceglie il taglio strutturale del costo del lavoro, oltre all’intervento già fatto sull’IRAP, noi siamo d’accordo: a condizione, però, che non sia a scapito dei contributi previdenziali”. Ricordiamo ai lettori che da tempo l’ex sindacalista è impegnato nel sostenere un’agenda sociale che abbia al centro lavoro, lotta alla povertà e pensioni; per quanto riguarda il primo punto, tra le altre cose, Damiano chiede che gli incentivi o il taglio del costo del lavoro diventino strutturali e che i voucher siano utilizzati esclusivamente per i lavori occasionali. A queste misure bisogna affiancare strumenti che sconfiggano la povertà assoluta, a partire dai nuclei familiari dove sono presenti figli o minori o con disabilità grave, oppure persone di oltre 55 anni senza lavoro. Infine, l’agenda sociale prevede maggiore flessibilità sul fronte previdenziale, favorendo l’uscita anticipata dal mondo del lavoro delle categorie più deboli.

Ritornando al tema lavoro/pensioni, Damiano conclude così: “Sarebbe paradossale che, dopo aver denunciato per anni che i giovani avranno pensioni troppo basse, si diminuissero i contributi. Se lo si fa, debbono essere defiscalizzati totalmente, sia la parte che riguarda l’impresa che quella che riguarda i lavoratori”.

In apertura: foto di Cesare Damiano tratta dalla pagina Facebook ufficiale

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