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Pensioni 2016 news oggi: esodati e ottava salvaguardia, lavoratori in allarme, Tommaso Nannicini evasivo

In vista del vertice decisivo di martedì prossimo tra Governo e sindacati sulle misure previdenziali da gestire nella prossima legge di Stabilità c’è grande attesa e fiducia sulla possibilità che si arrivi a definire un provvedimento largamente condiviso tra le parti, ma tra le categorie di lavoratori interessate c’è anche grande ansia e preoccupazione perché l’Anticipo pensionistico ideato dal Governo per introdurre senza impattare troppo sui conti pubblici andrebbe a ridurre di molto i lavoratori potenzialmente interessati, in particolare tra i lavoratori cosiddetti precoci e anche tra quelli esodati.

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Nei gruppi di lavoratori formatisi sui social per sostenere le loro richieste comincia a serpeggiare il sospetto di un accordo tra Governo e sindacati che nella ristrettezza delle risorse stanziate risulti al ribasso e insoddisfacente per le attese di molti di loro. Specialmente sul gruppo Facebook “Esodati Contributori Volontari” uno di loro Michele Sangiorgio ha pubblicato il resoconto che una loro delegazione ha avuto, alla Camera del Lavoro di Monza la sera di venerdì 23 settembre, con il sottosegretario Tommaso Nannicini. Nel post viene lamentato che Nannicini: “Rispetto alle rassicurazioni che ci aveva fornito il 15 luglio a Rimini, sembra sia passato un secolo, infatti ieri sera le uniche certezze che ci ha fornito sono state: il fondo non c’è più, la legge sul fondo è stata scritta male, l’ottava andrà in legge di stabilità e questa salvaguardia sarà l’ultima”.

Michele Sangiorgio continua nel post: “Per gli esodati stanno pensando di utilizzare l’APE e ieri sera ha chiesto se qualcuno dei presenti rientrava: nessuno; ha detto che stanno pensando di inserirli anche nei precoci (per i quali ieri ha presentato una proposta diversa da quelle che sono girate in questi giorni: al compimento dei 41 anni si può lasciare il lavoro ma non per andare direttamente in pensione, ma utilizzando un meccanismo tipo APE si percepirebbe questo assegno sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata 42 anni e tot mesi), anche in questo caso nessuno dei presenti rientrerebbe”. Secondo l’impressione ricavata dallo stesso lavoratore: “É chiaro che con questo premesse (la sparizione del fondo, l’inserimento della questione esodati nel calderone della discussione sulle pensioni, l’eliminazione del tema esodati dalle pre-priorità, l’inserimento della ottava nel tritacarne della LdS può produrre solo risultati inadeguati: lo spostamento in là di un solo anno o anche meno: l’affermazione di Nannicini sull’estendiamo la platea e riduciamo gli anni oppure riduciamo la platea ed allunghiamo gli anni indica una visione puramente economicista della questione e quando si entra in questa logica, la conseguenza è che se non ci sono fondi le cose non si fanno. Sono completamente spariti dalla discussione i criteri ed i diritti. Di conseguenza bisogna decidere come reagire: io credo che, a questo punto della faccenda, il solito presidio non sia più sufficiente, bisogna pensare a qualche cosa di più deciso e d’impatto, se vogliamo tentare di cambiare le intenzioni del governo”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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