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Pensioni 2016 news oggi: Esodati, Quota 41, Ape, Opzione Donna come influirà il voto di fiducia al Senato

La legge di Bilancio e con essa le misure sulle pensioni che il Governo ha voluto inserirvi, a causa del terremoto politico determinato dall’esito della consultazione referendaria del 4 dicembre con la eclatante vittoria del “No”, sarà varata con straordinaria urgenza in via definitiva oggi pomeriggio, quando si terrà il voto di fiducia al Senato, posto dal Governo per mettere in sicurezza la manovra economica, prima che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, salga al Quirinale da Sergio Mattarella e presentargli le proprie dimissioni. In questo modo cadrà ogni possibilità di potere apportare modifiche al testo del provvedimento già approvato dalla Camera, proprio perché dopo l’annuncio di Matteo Renzi a volersi dimettere da Presidente del Consiglio per effetto della vittoria del fronte del “No” alla riforma costituzionale da lui sostenuta, il Presidente della Repubblica lo ha invitato a rinviarle a dopo l’approvazione della manovra finanziaria. Le dichiarazioni di voto sono programmate per le ore 12 , mentre la prima chiamata è prevista per le ore 14,30, le votazioni finale finali dovrebbero essere raccolte successivamente attraverso la procedura elettronica.

Fiducia al Senato, le opposizioni voteranno contro

Pensioni matteo salvini contro la legge di Bilancio


Le opposizioni voteranno contro questa legge di bilancio, lo ha confermato Matteo Salvini, ieri sera ospite alla trasmissione televisiva di La7 diMartedì condotta da Giovanni Floris. Il leader della Lega Nord ha dichiarato: “Si vada a votare subito. Nella manovra economica c’è qualcosa di giusto, come l’ottava salvaguardia per recuperare 30mila esodati, ma non la voto perché poi dentro contiene porcherie come la truffa dell’Anticipo pensionistico”. Anche il Movimento 5 Stelle con ogni probabilità voterà contro la manovra e dovrebbe avere chiaro il percorso da seguire dopo le dimissioni di Matteo Renzi: andare subito al voto. Il movimento grillino starebbe infatti già lavorando alla formazione di un’eventuale squadra di Governo e come capo dell’esecutivo, circola il nome dell’attuale vice presidente della Camera il deputato pentastellato Luigi Di Maio. Non è stato ancora annunciato l’orientamento di voto di Forza Italia, ma anche il partito dell’ex presidente Silvio Berlusconi , con ogni probabilità confermerà il suo no alla politica economica di bilancio. del Governo di Matteo Renzi e quindi alla legge di Bilancio.

Riforma pensioni elezioni politiche

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Ecco chi andrà in pensione dal 1° maggio 2017

Con la definitiva approvazione della Legge di Bilancio si chiude questa lunga fase di confronto sulla importante problematica di revisione della legge Fornero adottata con urgenza dall’allora governo tecnico presieduto da Mari Monti e si mette un punto sulle modifiche al sistema previdenziale. Dal 1° maggio 2017 vanno a regime e potranno essere usufruite dai lavoratori che ne possiedono i requisiti le misure riguardanti: l’Anticipo pensionistico per i lavoratori che hanno compiuto 63 anni di età, attraverso una sostanziale forma di prestito previdenziale, sia attraverso l’adesione volontaria con i costi a carico del lavoratore interessato, che in quella social, utilizzabile da alcune specifiche categorie di lavoratori più bisognevoli di tutela con i costi a carico dell’erario pubblico; l’estensione del regime speciale di Opzione Donna per le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del ’57 – ’58 che hanno maturato 35 anni di contributi, le quali potranno anticipare il pensionamento accettando il notevole sacrificio di una parte del proprio assegno previdenziale che verrò calcolato con il sistema integramente contributivo; l’ottava salvaguardia che estenderà le tutele previdenziali per alti circa 30mila lavoratori esodati che erano rimasti senza reddito da lavoro né pensioni, il cumulo gratuito pe i lavoratori che hanno carriere discontinue che hanno versato contributi in gestioni separate e la possibilità di andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi senza limiti di età per alcune specifiche categorie di lavoratori cosiddetti precoci, cioè che hanno cominciato a versare contributi almeno un anno prima del 19° anno di età. Naturalmente, dopo la fase di transizione politica che ci porterà a nuove elezioni, il tema delle pensioni resterà un fattore centrale nel confronto politico e sociale e risulterà di grande sensibilità per la lotta politica sul piano elettorale. Sarà il nuovo Governo legittimato dal risultato delle urne della prossima tornata elettorale a dover riaprire il dossier pensioni per eventualmente compiere scelte importanti di riforma strutturale sul sistema pensionistico e complessivamente di welfare.

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