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Pensioni 2016 news oggi: flessibilità, aspettativa di vita e sostenibilità economica, Poletti e Camusso a confronto

Il tema delle pensioni continua a infiammare gli animi. Oggi, in occasione della Summer School (e)Labora promossa dall’associazione Lavoro & Welfare presieduta dall’on. Damiano, sono stati chiamati a confrontarsi su lavoro e riforma previdenziale il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il Segretario generale della CGIL Susanna Camusso, con la mediazione del giornalista de L’Unità Massimo Franchi.

Quali sono gli strumenti da mettere in atto per sanare l’insieme di ingiustizie generate dalla riforma Fornero, così com’è stato definito da Camusso? La sindacalista, riconoscendo a Cesare Damiano il merito “di essere stato l’unico in questi anni a mantenere aperto il cantiere della Riforma Fornero”, precisa come la tanto discussa flessibilità in uscita debba esistere in funzione del tipo di lavoro svolto e della sua qualità, anche sulla base della consapevolezza che l’aspettativa di vita non è per tutti i lavoratori la stessa.

Ma, a detta di Camusso, sono ancora diverse le cose che il Governo deve “mettere a posto”, tra cui il problema delle ricongiunzioni onerose e quello degli esodati, definito una “vergogna collettiva”, su cui, ancora, non è calata la parola fine. Altro tema dibattuto è l’Ape, ovvero l’anticipo pensionistico: una misura pensata per garantire maggiore flessibilità in uscita ma che pure continua a destare preoccupazione. L’idea dell’intervento di un ulteriore soggetto nella gestione dei contributi, infatti, crea non poche apprensioni da parte dei pensionati, che pur continuando ad interloquire con l’Inps avranno come la sensazione di dipendere indirettamente da banche e assicurazioni. A cui, sempre a detta del numero uno di CGIL, non si fa un favore, ma nemmeno un torto.

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Il problema riconosciuto da entrambi i relatori, sul fronte sia politico che sindacale, riguarda i numeri. Camusso, pur valutando positivamente i tavoli tra Governo e sindacato svoltisi finora, sottolinea come sia complicato condividere un progetto se non si hanno le cifre sotto mano: cifre che finora non sono state portate al tavolo delle trattative, ma che pure dovranno essere note entro fine luglio, se le si vuole tradurre in tempo in misure utili da inserire nella Legge di Stabilità. Poletti lascia intendere di avere in mente delle cifre, pur non volendo – per il momento – condividerle con la stampa. Cosa aspettarsi dal Governo? A detta del ministro la legge di Stabilità investirà molto contro la povertà ed è assoluta intenzione dell’esecutivo portare avanti una politica sociale capace di rispondere innanzitutto ai bisogni dei cittadini più esclusi o in difficoltà. Intanto però è bene non perdere di vista la sostenibilità economica dei provvedimenti e tenere a mente il tema spinoso dell’invecchiamento attivo: non è possibile pensare alla pensione anticipata come alla sola alternativa possibile, ma ragionare su più strade percorribili.

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