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Pensioni 2016 news oggi: flessibilità e Ape, Tito Boeri si scaglia contro misure parziali e inique

Il presidente dell’Inps Tito Boeri, nell’illustrare alla Camera dei Deputati il rapporto annuale dell’istituto ha sottolineato: “Forti disagi sociali” che la Legge Fornero ha causato ai lavoratori con più di 55 anni, rendendo più difficile l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Boeri ha auspicato che il confronto tra Governo e sindacato non si concluda con provvedimenti estemporanei e parziali. L’inps inoltre ha rilevato che oltre sei milioni di pensionati in Italia, ovvero il 38% del totale, hanno redditi di pensione inferiori a 1000 euro al mese, nel 2014 erano 6,5 milioni.

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Il presidente dell’Inps ha lodato il tentativo del Governo e dei sindacati di trovare una convergenza sulle modifiche da apportare al sistema pensionistico, con meccanismi di flessibilità in uscita, ma ha spiegato che “è fondamentale assicurare che tutti coloro che potranno un domani esercitare opzioni di uscita flessibile siano in grado di capire fino in fondo le implicazioni delle loro decisioni. Non si può negare che rate ventennali di ammortamento di un prestito costituiscano una riduzione permanente della pensione futura. Né si può negare che, continuando a lavorare, il contribuente avrebbe diritto a una pensione più alta”. Dunque secondo Boeri l’Ape, “Non dovrebbe essere certo quello di spingere più persone possibile a uscire dal mercato del lavoro”, ma “quello di garantire maggiore libertà di scelta consapevole, senza aumentare il debito pensionistico e senza creare generazioni di pensionati poveri”.

In un altro passaggio della sua relazione annuale Tito Boeri lo ha riservato alle sette misure di salvaguardia a favore dei lavoratori esodati che si sono susseguite dopo l’entrata in vigore della legge Fornero: “Costose e inadeguate che hanno eroso fino a un sesto dei risparmi conseguiti dalla riforma del 2011 e questo senza contare gli alti costi amministrativi di queste misure sia a livello centrale che sul territorio”, ma non solo: “Le salvaguardie rappresentano, di fatto, una soluzione di pensionamento flessibile senza penalizzazioni dedicata a specifiche categorie di lavoratori”, e ancora : “Deroghe di questo tipo possono essere giustificate solo per particolari categorie di lavoratori come, ad esempio, gli usuranti”. Boeri ha quindi avvertito: “Perpetrare il ritardo nel trovare soluzioni sostenibili rischia di alimentare ancora il ricorso a soluzioni inique ovvero a soluzioni estemporanee e scarsamente efficaci”.

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