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Pensioni 2016 news oggi: flessibilità e Quota 41, Cesare Damiano chiede 2 miliardi di euro

Il confronto Governo-sindacati sulla spinosa questione della modifica del sistema pensionistico arriverà al dunque alla ripresa autunnale con l’incontro già calendarizzato per i 12 settembre, quando il Governo dovrebbe presentare le sue proposte di intervento sulle pensioni da inserire nella Legge di Stabilità. Il nodo delle risorse, in un quadro macroeconomico sempre difficile, rende ardua la via di un accordo tra le richieste di parte sindacale e le scelte che il Governo intende fare. Questa discussione trova grandi riflessi all’interno del Pd, dove la minoranza esprime posizioni più vicine alle domande del sindacato che a quelle del governo presieduto dal premier Matteo Renzi che è anche segretario dello stesso Pd.

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Il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, esponente della minoranza dem più dialogante con i sindacati e tra i principali protagonisti della vertenza sulla riforma delle pensioni avverte che: “La battaglia sulla distribuzione delle risorse nella legge di Bilancio sarà fondamentale e soprattutto senza esclusione di colpi. Se non verranno destinati almeno due miliardi di euro alle pensioni le soluzioni che si stanno individuando al tavolo di confronto tra Governo e sindacati diventeranno carta straccia”.

Il confronto interno al Pd avverrà sulle scelte prioritarie da fare con la prossima manovra di bilancio che il Parlamento dovrà approvare entro la fine dell’anno. Per Cesare Damiano è indispensabile dare precedenza ai temi dell’Agenda sociale: riforma delle pensioni, lotta alla povertà, nuove opportunità di lavoro. Sulla previdenza la questione più importante riguarda l’accesso al pensionamento anticipato con nuove forme di flessibilità in uscita. Ad avviso di Damiano e della minoranza del Pd con i due miliardi di euro da stanziare, le economie delle precedenti salvaguardie degli esodati e del Fondo per i lavori usuranti si potrebbe dare risposta alle aspettative di moltissimi lavoratori con le soluzioni della pensione anticipata a 62 anni di età e 35 di contributi e la Quota 41 per i lavoratori precoci. Dopo il monitoraggio della spesa per il regime Opzione Donna, previsto a settembre è molto probabile che si potrà varare anche la proroga di questo regime fino al 2018.

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