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Pensioni 2016 news oggi: flessibilità, per chi è possibile la pensione anticipata?

Nonostante il quadro di finanza pubblica resta complicato, il Governo ribadisce la volontà di varare alcune misure di modifica dell’attuale sistema previdenziale a partire dall’anticipo pensionistico dei lavoratori che hanno maturato 63 anni di età. Il progetto del Governo darebbe ai lavoratori che hanno raggiunto 63 anni di età l’opportunità di uscire dal lavoro e andare in pensione usufruendo di un prestito previdenziale erogato dall’Inps, finanziato dalle banche e garantito dal sistema assicurativo. Quando il lavoratore avrà raggiunto l’effettiva età pensionabile comincerò a restituire in piccole rate, per un periodo di vent’anni, il prestito pensionistico che gli ha consentito l’anticipo della pensione.

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I sindacati, sostenuti dal presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, si oppongono al ricorso al prestito finanziato dalle banche e richiedono la flessibilità in uscita a partire dai 62 anni e 35 di contributi, magari compensata da una lieve penalizzazione sul futuro trattamento previdenziale. Mentre per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età e hanno maturato 41 anni di contributi viene richiesta la possibilità di andare in pensione indipendentemente dall’età e senza subire penalizzazioni sull’assegno pensionistico. L’altra ipotesi sarebbe quella del sistema delle quote, cioè la somma di età e contributi partendo dai 62 anni di età e 38 di contributi, che costituirebbero la cosiddetta Quota 100.

Anche il presidente dell’Inps, Tito Boeri, più volte ha criticato la rigidità della legge Fornero e presentato un piano per modificarla. Il professore Boeri propone al Governo e al Parlamento di partire dal pensionamento flessibile a 63 anni e 7 mesi avendo maturato vent’anni di contributi effettivi, ma con il limite che il lavoratore deve poter accedere solo se andrebbe a percepire un assegno previdenziale intorno ai 1.500 euro al mese. Nel piano dell’Inps si dovrebbe consentire la toatlizzazione dei contributi versati dai lavoratori in maniera discontinua e chiedere un contributo di solidarietà alle pensioni cosiddette d’oro superiori a 3500 euro al mese.

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