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Pensioni 2016 news oggi: flessibilità, precoci e Ape, l’accordo tra Governo e sindacati rischia di saltare?

L’accordo Governo sindacati sulle modifiche da apportare al sistema pensionistico nella prospettiva di una maggiore flessibilità, rischia di saltare? Le ultime dichiarazioni del premier di Matteo Renzi su una disponibilità più esigua delle risorse per una modifica a “piccoli passi” della legge Fornero è stata letta dai sindacati come una frenata.

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Anche l’onorevole Davide Baruffi, membro della Commissione Lavoro alla Camera in un lungo post sul suo profilo Facebook, ha scritto: “Un accordo sarebbe auspicabile, ma no è detto che sia sottoscritto da tutte le parti a confronto: “Sarebbe un fatto molto importante e doppiamente positivo raggiungere un accordo: da un lato perché si porrebbe un primo ma significativo rimedio agli scassi prodotti nel 2010 e nel 2011 dalle manovre di #Sacconi e #Fornero. Per dire cioè che non ci siamo dimenticati di chi ha pagato il prezzo più alto nel momento drammatico che abbiamo attraversato e che cominciamo ora ad aggiustare e a ripristinare un po’ di giustizia. Dall’altro perché per la prima volta dopo tanti anni governo e sindacati si legittimerebbero reciprocamente con una comune assunzione di responsabilità.
Non sono certo che andrà così ma lo spero”.

Baruffi ha anche sottolineato il lavoro di diplomazia e di ricerca di soluzioni effettuato dalla Commissione Lavoro: “Da 3 anni e mezzo a questa parte, insieme ai miei colleghi della commissione Lavoro, non ho smesso di credere che fosse possibile un’intesa, anche quando il Governo non pronunciava neppure la parola “pensioni” e i sindacati erano divisi e arroccati. Abbiamo avanzato proposte e ricercato compromessi perché il filo del dialogo si riannodasse, prendendo qualche volta gli schiaffi da una parte e dall’altra.
Se ci sarà un’intesa ci guadagneranno sia la politica che il sindacato nella loro capacità di rappresentanza, perché ne trarranno beneficio diretto tanti pensionati e lavoratori”. Se il provvedimento centrale della riforma proposta da Tommaso Nannicini e Giuliano Poletti, come strumento di flessibilità per l’accesso alla pensione sarà esclusivamente l’Ape, lasciando poche risorse per i lavoratori precoci per i quali si ventila la possibilità di un vero anticipo solo per i superprecoci e bonus contributivi per gli over 16 fino a 18 anni, lasciando per i rimanenti lavoratori la possibilità di andare in pensione con i requisiti della legge Fornero, ovvero 42 anni e 10 mesi, cosa faranno i sindacati?

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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