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Pensioni 2016 news oggi: lavoratori precoci, chiedono di ampliare i lavori gravosi e cancellare l’aspettativa di vita

Sulla pagina Facebook del gruppo “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”, Roberto Occhiodoro ha pubblicato un post in cui cerca di fare chiarezza sulla loro posizione rispetto alla proposta presentata dal Governo riguardante la Quota 41 limitata dal fatto che si deve avere versato almeno un anno di contributi anche discontinui prima dei 19 anni di età e ci si deve trovare in queste tre condizioni: “DISOCCUPAZIONE, DISABILITA’, AVERE IN CASA UN DISABILE CON GRADO DI PARENTELA DI PRIMO GRADO ( cioè genitori o figli)” oltre a ciò della Quota 41 potrebbero beneficiare: “TUTTI COLORO CHE APPARTENGONO ALLE CATEGORIE DEI LAVORI GRAVOSI E CIOE’: EDILI, INFERMIERI, CAMIONISTI, MAESTRE D’ASILO O D’INFANZIA, ADDETTI ALLE PULIZIE”.

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I Lavoratori precoci mostrano la loro “incavolatura” perché: “Ancora non ci sono DOCUMENTI SCRITTI DAL GOVERNO” e quindi c’è ancora molta incertezza e in più secondo il gruppo nell’elenco dei lavori gravosi devono rientrare: “Le persone in catena di montaggio, quelle addette alla siderurgia, quelle addette alla manutenzione degli impianti o delle strade, la polizia municipale, i conducenti di pulmann a lunga percorrenza chi lavora a contatto con sostanze chimiche ecc. FERMO RESTANDO CHE DOPO 41 ANNI TUTTI I LAVORI SONO GRAVOSI ED USURANTI”. Mentre ancora restano da precisare: “Il grado di disabilità, la categoria degli infermieri ( solo quelli di sala operatoria o tutti?), chi è nell’ASPI ora, al termine del periodo rientra nella categoria dei disoccupati oppure no?”.

Il fatto positivo è che la “Quota 41 non è più un tabù, che sono state eliminate le penalizzazioni per coloro che andranno in pensione prima dei 62 anni avendo raggiunto l’età pensionabile, le ricongiunzioni NON saranno più onerose e che chi rientra nelle categorie su esposte andrà in pensione con l’assegno PIENO”. Ad avviso dei precoci non c’è stata la necessaria: “LA VOLONTA’ POLITICA DI METTERE MANO IN MANIERA STRUTTURALE E DEFINITIVA ALLA LEGGE FORNERO”. Perciò il gruppo è ancora determinato a proseguire la battaglia: “NOI NON MOLLIAMO NE’ SU QUOTA 41 NE’ SULLA INFAME REGOLA DELL’ASPETTATIVA DI VITA”.

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