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Pensioni 2016 news oggi: lavoratori precoci, Quota 41 dal 1° maggio 2017, requisiti e condizioni

Con la Legge di Bilancio approvata oggi dalla Camera, è stato anche adottato il pacchetto di misure sulle pensioni che vi era stato inserito. È stata confermata la possibilità di andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica per una parte dei lavoratori precoci. Questo provvedimento è rimasto invariato nel passaggio alla Camera, per cui la Quota 41, così com’è stata formulata, viene concessa a tutti i lavoratori dipendenti, iscritti all’assicurazione obbligatoria generale, ai dipendenti pubblici e ai lavoratori autonomi che hanno versato minimo 12 mesi di contributi per lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni e che abbiano maturato anzianità contributiva prima del 31 dicembre 1995.

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Insieme a questi requisiti generali ci deve essere l’altra condizione necessaria per la tutela:

>disoccupati per licenziamento, anche collettivo, dimissione per giusta causa o scioglimento consensuale del rapporto di lavoro che hanno terminato di usufruire del periodo di disoccupazione da almeno tre mesi;
>lavoratori che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ex art 3 comma 3 legge 104/1992;
>lavoratori inabili, con un’invalidità civile riconosciuta almeno del 74%
>lavoratori dipendenti che da almeno sei anni continuativi sono addetti ad attività particolarmente difficoltose e rischiose o a mansioni usuranti o lavori notturni individuati tra gli usuranti di cui Dlgs 67/2011.

In ogni caso i 41 anni sono soggetti al meccanismo di adeguamento della speranza di vita che scatterà il prossimo 1° gennaio 2019. Si stimano in circa 25mila i lavoratori in possesso di entrambi questi requisiti che accederanno alla pensione con un anticipo, rispetto agli attuali requisiti, di un anno e 10 mesi per gli uomini e 10 mesi per le donne. In ogni caso questo beneficio potrà essere usufruito fino all’esaurimento di risorse di bilancio già programmate: 360 milioni di euro nel 2017, 550 milioni di euro nel 2018, 570 milioni di euro nell’anno anno 2019 e 590 milioni di euro annui dall’anno 2020 in poi. Nel caso in cui le richieste dovessero superare le risorse programmate la decorrenza della pensione verrebbe differita con criteri definiti in un successivo Dpcm.

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