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Pensioni 2016 news oggi: lavoratori precoci e Quota 41 iniziative per includere tutti

La cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione anticipata prima dei 62 anni e la possibilità di andare in pensione dopo il versamento di 41 anni di contributi solo per alcune categorie di precoci sono le due misure, riguardanti chi ha cominciato a lavorare in giovanissima età e si trova con una lunga carriera contributiva, che il Governo ha inserito nel pacchetto previdenza nella legge di Stabilità. Il Governo prevede che in questo modo potranno essere circa 25mila i lavoratori che già l’anno prossimo potranno uscire dal lavoro questa modalità di pensionamento.

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I lavoratori precoci organizzati che hanno portato avanti la vertenza per la Quota 41 non sono soddisfatti dei provvedimenti del Governo e per questo motivo il 12 novembre manifesteranno in pazza da Torino a Palermo dove si svolgerà un corteo da Piazza Politeama a Via Cavour sede della Prefettura davanti alla quale si terrà un presidio di protesta. I lavoratori precoci continuano a rivendicare fortemente la possibilità che 41 anni di contributi versati sia la soglia per andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica.

La scelta dell’Ape che consente di anticipare il pensionamento a 63 anni attraverso l’assunzione di un prestito da restituire in vent’anni non è una scelta che sembra incontrare il gradimento di tanti lavoratori. A questo proposito Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, si esprime molto criticamente: “Il Governo sulle pensioni sta facendo l’opposto di quello che bisognerebbe fare: regala la quattordicesima anche a chi non ne ha bisogno, non proroga il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, che scade a fine anno e non rispetta la sentenza della Consulta sul blocco delle perequazioni delle pensioni per gli importi più bassi, pari a quattro colte il minimo, che hanno avuto finora solo il rimborso parziale. Come sostiene il presidente dell’Inps, in sette casi su dieci la quattordicesima va a persone che non hanno alcun bisogno, andrebbe data in base al reddito Isee. Altrimenti si buttano i soldi dalla finestra, come si è già fatto per Tasi e Imu. Poi andrebbe rinnovato il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro e, infine, andrebbero adeguate al 100% del costo della vita le pensioni pari a quattro il minimo”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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