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Pensioni 2016 news oggi: pensione anticipata a 63 anni senza penalizzazioni per le categorie più esposte

Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, tra i protagonisti principali della discussione della riforma delle pensioni che è tanto attesa da diverse migliaia di lavoratori, non perde occasione per ricordare al Governo l’assoluta importanza di definire un sistema previdenziale più flessibile. Commentando l’intervista al Sole 24 ore del sottosegretario Tommaso Nannicini, Cesare Damiano ha dichiarato: “Va nella direzione giusta per quanto riguarda i temi del lavoro e della previdenza oggetto del confronto con il sindacato. L’anticipo pensionistico a costo zero, quindi senza penalizzazioni, per le categorie più esposte (disoccupati, precoci, addetti ai lavori usuranti e invalidi), raccoglie i nostri suggerimenti. Anche la flessibilità di 3 anni e 7 mesi che fisserebbe a 63 anni l’età del pensionamento anticipato, si avvicina alla nostra richiesta dei 4 anni e supera la proposta iniziale del Governo, che era di 3 anni. Inoltre, vengono confermati gli altri interventi, tra i quali il cumulo gratuito dei contributi e l’ampliamento della quattordicesima mensilità per i pensionati a reddito medio basso”.

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L’ex ministro del Lavoro ha comunque voluto richiamare il Governo a non tralasciare l’ottava e definitiva salvaguardia degli esodati e il monitoraggio dei risparmi di Opzione Donna per dare a tante altre lavoratrici la possibilità di continuare a usufruire di questo regime: “Queste due misure fanno parte del pacchetto complessivo e sono essenziali per una valutazione del risultato che realizzeremo su questa Agenda sociale. Risultato che, lo vogliamo nuovamente ricordare, influenzerà l’orientamento di milioni di cittadini per i prossimi appuntamenti politici, a partire dal Referendum”.

L’esponente della minoranza dem, da sempre vicino alle posizioni sindacali, ricorda che: “Se non affronteremo il tema dell’ammodernamento del sistema previdenziale attraverso la flessibilita’, aumentera’ il numero dei poveri (i disoccupati over 60 vittime dei processi di ristrutturazione) e diventera’ sempre piu’ difficile l’accesso al lavoro da parte dei giovani. La nostra parola d’ordine è ‘agli anziani la pensione, ai giovani il lavoro’. Il sistema previdenziale ha bisogno di molte correzioni, in parte dovute a veri e propri errori, come nel caso delle ricongiunzioni, causato da una scelta sbagliata del Governo Berlusconi. Modifiche vanno anche apportate per quanto riguarda i lavori usuranti e i lavoratori precoci, riconoscendo che le attivita’ manuali e piu’ faticose hanno bisogno di un riconoscimento particolare perche’ la loro aspettativa di vita e’ mediamente più breve”. 

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