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Pensioni 2016 news oggi: pensione anticipata di 4 anni, Cesare Damiano insiste per definire le categorie da tutelare

Cesare Damiano è tornato a parlare delle modifiche auspicabili per un sistema pensionistico più flessibile. Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera in una nota ha ribadito la proposta di arrivare almeno a 4 anni di anticipo piuttosto che a tre così come proposto da Governo: “Fa bene il ministro Poletti a essere prudente sulle soluzioni che verranno individuate sul tema delle pensioni prima che si concluda, possibilmente con un accordo, il confronto tra Governo e sindacati. Noi confidiamo in una soluzione che consenta, con la flessibilità, di anticipare fino a un massimo di quattro anni il momento della pensione”. Inoltre si attendono conferme da parte del Governo sull’Inps come “Ufficiale pagatore” degli assegni pensionistici e dello Stato come garante del prestito pensionistico. Damiano infine insiste su un punto centrale, ovvero precisare con chiarezza le categorie dei lavoratori bisognevoli di tutela ai quali va assicurato che il costo dell’Anticipo pensionistico sia a carico dello Stato.

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Secondo Cesare Damiano è necessario intervenire subito sull’Inps affinché corregga la circolare relativa ai dipendenti privati nati del ‘52, che potrebbero già presentare la domanda di pensionamento: “L’Inps ha stabilito che queste persone dovevano essere al lavoro il 28 dicembre del 2011 per poter esigere il diritto pensionistico”. Purtroppo chi ha perso il lavoro anche un giorno prima, nonostante abbia i requisiti anagrafici e contributivi non può attualmente andare in pensione. La circolare Inps ne preclude la possibilità, impendendo la quiescenza proprio a chi è rimasto senza lavoro nel 2011 e doveva andare in pensione già nel 2013.

Intanto prosegue il confronto sulla proposta del Governo sull’’Anticipo pensionistico che dovrebbe essere una misura strutturale a partire dai lavoratori nati nel triennio ‘53/’55 e successivamnete interessare tutti i lavoratori sia dipendenti che autonomi iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria. Si tratterebbe di un sussidio sostitutivo della pensione come forma di accompagnamento e non di un vero trattamento pensionistico, senza così modificare gli attuali requisiti di accesso alla pensione previsti dalla Legge Fornero. Attraverso un sistema di detrazioni fiscali dovrebbe contenuta intorno all’1% la penalizzazione sull’assegno, per i lavoratori disoccupati di lungo periodo e quelli che necessitano di specifica tutela, come chi si occupa di cura familiare, quelli a basso reddito, gli invalidi o quelli impegnati in mansioni usuranti.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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