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Pensioni 2016 news oggi: pensione anticipata, il sindacato chiede fatti, che il Governo stanzi 2,5 miliardi di euro

Le tante indiscrezioni che continuano a circolare sulle misure previdenziali che il Governo inserirà nella prossima legge di Stabilità, ormai stanno quasi per finire perché entro la fine di settembre l’Esecutivo guidato da Matteo Renzi scoprirà le carte con la presentazione al Parlamento del progetto di manovra finanziaria. In attesa degli ultimi incontri di confronto, già convocati all’inizio di settembre, il sindacato è in una posizione di vigile attesa. Il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo, avverte:  “Stiamo continuando a discutere ma il percorso non è finito: non c’è dissenso né intendiamo esprimere giudizi compiuti, perché stiamo ancora cercando di trovare soluzioni. Abbiamo iniziato a parlare di merito, in questi ultimi mesi, affrontando i principali punti individuati per il confronto. Non ci possiamo fermare solo sulla cosiddetta Ape proposta dal Governo: ci sono i lavori usuranti, c’è il problema dei precoci, per i quali 41 anni di contributi devono essere considerati più che sufficienti per accedere al pensionamento senza penalizzazioni, c’è la questione delle ricongiunzioni, solo per citare gli aspetti più delicati ai quali siamo particolarmente interessati”.

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La questione maggiormente dibattuta verte sulle risorse che il Governo metterà a disposizione per la riforma delle pensioni, Carmelo Barbagallo sottolinea: “Non vorrei che stesse per ri­cominciare il vecchio balletto: i soldi che ci sono bisogna dar­li come sempre alle imprese, oppure finalmente anche a la­voratori e pensionati? Noi sappiamo benissimo che agli imprenditori degli aiuti pos­sono servire, ma i fatti dicono che con questa politica sono anni che restiamo a bagnoma­ria e non usciamo mai dalla crisi. Ci rendiamo conto o no che il 75% delle imprese italia­ne lavora per il mercato inter­no? Lo vogliamo capire che i la­voratori e i pensionati non han­no soldi da spendere per acqui­stare questi prodotti. Io dico che le risorse necessa­rie si possono trovare guardan­do a un arco di tempo più lungo. Ma cominciando con gli inter­venti che sono indispensabili ora“.

La richiesta dei sindacati è che il Governo metta a disposizione almeno 2,5 miliardi sul pacchetto pensioni. Secondo i nostri conti sulla previdenza servono 2,5 miliardi: “Non sono certa­mente cifre esagerate. E allora, iniziamo il percorso: ai pensio­nati in essere diamo una “no tax area” uguale a quella dei dipen­denti; aumentiamo le quattor­dicesime per i pensionati fino a 1200-­1300 netti. E poi l’anticipo previdenziale: non è giusto che chi lo fa per necessità debba pa­gare di tasca sua. Non possiamo chiedere di tirare fuori dei soldi ai lavoratori prossimi alla pen­sione e licenziati, che non trove­ranno mai più un lavoro, a quelli che hanno esaurito gli ammor­tizzatori sociali. Anche noi del sindacato possiamo discutere se mettere a disposizione parte delle risorse della bilateralità. Ma stavolta non perdiamoci co­me al solito in chiacchiere”.

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