in

Pensioni 2016 news oggi: pensione anticipata, ora i decreti attuativi, precoci e donne si riorganizzano

Pensioni 2016: Ape, esodati e precoci, ecco tutte le misure della riforma

Il Governo di Matteo Renzi, che ha appena concluso la sua esperienza durata poco più di mille giorni, a causa della sconfitta subita nella consultazione referendaria sulla riforma costituzionale che si è svolta il 4 dicembre scorso, ha condotto un lungo e importante lavoro sulle modifiche al sistema previdenziale adottato nel 2011 con la legge Fornero. Il dialogo sociale con le rappresentanze dei lavoratori e delle imprese ha portato come frutti le misure di riforma al sistema pensionistico inserite nella legge di Bilancio approvata definitivamente al Senato, prima delle dimissioni dello stesso Governo. Le misure principali del provvedimento riguardano l’Anticipo pensionistico per i lavoratori che hanno compiuto 63 anni di età, l’ottava salvaguardia per i lavoratori esodati, la Quota 41 per una fascia di lavoratori precoci ritenuti più bisognevoli di tutela, il cumulo gratuito dei periodi contributivi versati in diverse gestioni previdenziali, l’estensione del regime di Opzione Donna alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del ’57 – ’58.

Pensioni Matteo Renzi Quinta Colonna

Riforma pensioni: persone anticipata, decreti attuativi e modello della domanda

In ogni caso resta tanto da fare per attuare le misure nella legge di Stabilità con i “famigerati” decreti attuativi, secondo quanto scritto nel Corriere della Sera ne occorreranno una sessantina circa: “L’Ape volontaria, l’anticipo di pensione per chi lascia il lavoro a 63 anni (con almeno 20 di contributi) ne richiede uno di Palazzo Chigi, di concerto con i ministri di Economia e Lavoro. Da emanare entro 60 giorni, conterrà anche il modello per la domanda”. Per applicare la cosiddetta Ape social, cioè con il “sussidio” di accompagnamento alla pensione sotto forma di prestito con i costi a carico dello Stato, ci sarà bisogno di un altro decreto in cui dovranno essere specificate le procedure che regoleranno le modalità di verifica e controllo dei requisiti necessari per l’accesso a questo beneficio per le categorie dei lavoratori interessati, cioè disoccupati, invalidi, lavoratori che assistono un parente di primo grado con disabilità grave, addetti a mansioni particolarmente gravose o usuranti.

Pensioni, precoci e Quota 41

LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2016!

Pensioni 2016: lavoratori precoci e lavoratrici si riorganizzano

Le due categorie rimaste più scontente dei risultati scaturiti dal lungo confronto Governo – Parlamento – sindacati sembrano essere principalmente i lavoratori precoci e le lavoratrici di Opzione Donna. I lavoratori precoci, cioè coloro che hanno cominciato a lavorare in giovanissima età e intorno ai 60 anni di età si ritrovano già con lunghe carriere contributive, fino all’ultimo si sono battuti con grande impegno e visibilità, per ottenere la possibilità di uscita anticipata dal lavoro con 41 anni di contributi senza limiti di età né penalizzazioni sul trattamento previdenziale, ma quanto riuscito a fare dal Governo con i troppi paletti sulla Quota 41 riservata solamente ai:
>lavoratori disoccupati perché licenziati o dimessi per giusta causa o per conclusione consensuale del rapporto di lavoro e che abbiano terminato la prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi;
>lavoratori che si dedichino da almeno sei mesi, al momento della richiesta, a un parente di primo grado convivente o al coniuge con grave disabilità;
>lavoratori che abbiano una disabilità accertata uguale o superiore al 74%;
>lavoratori dipendenti che svolgano da almeno sei anni attività usuranti elencate in un allegato alla legge di Stabilità;

non ha soddisfatto l’intera categoria che ha manifestato il suo malcontento anche con il pronunciamento pubblico per il “No” nel referendum del 4 dicembre, come estrema protesta contro il Governo di Matteo Renzi. Ora i precoci si propongono di organizzare una manifestazione nazionale a Firenze per tenere viva la vertenza sulla Quota 41 per tutti e chiedono di cancellare l’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e la restituzione dei contributi versati eccedenti i 41 anni. Mentre le lavoratrici di Opzione donna che si sono riorganizzare nel “Comitato Opzione donna social”, chiedono una sorta di “aggiornamento” di questo regime inserendo altri parametri come il riconoscimento contributivo dei periodi di lavoro e di cura, la possibilità di poter ricorrere al cumulo contributivo gratuito per dare “a un maggior numero di donne nell’ambito di un’auspicata flessibilità previdenziale e di legittimazione del ruolo che l’universo femminile ricopre sia in termini di welfare, sia di produttività, di concorrere al raggiungimento del requisito di accesso”.

 

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

Calzedonia lavora con noi

Calzedonia lavora con noi 2016: posizioni aperte a Roma, Verona e altre città

Nuovo Governo: Matteo Renzi su Facebook: “Torno a casa da semplice cittadino”