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Pensioni 2016 news oggi: pensione anticipata, precoci e tutti i dettagli delle altre misure al confronto finale

Alla vigilia del confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni, i provvedimenti possibili sul tavolo del confronto sono diversi e le parti proveranno a definire il tipo di dettagli delle misure e le risorse. Un primo risultato si potrebbe vedere già oggi con l’adozione da parte del Governo con la Nota di aggiornamento del Def. Per il pacchetto previdenza dovrebbero essere stanziati complessivamente circa due miliardi di euro, anche se i sindacati continuano a chiedere uno sforzo maggiore. Le proposte di intervento riguardano l’Ape, Anticipo pensionistico, utilizzabile da parte di coloro che compiono 63 anni e separati da 3 anni e sette mesi dall’età di vecchiaia, questi lavoratori potranno anticipare l’uscita dal posto di lavoro attraverso un prestito pensionistico. Il costo dell’Ape per quelli vogliono usufruire del massimo dell’anticipo e hanno un lavoro che non rischiano di perdere, potrebbe essere molto elevato, con una rata che potrebbe arrivare fino al 25% dell’importo dell’assegno pensionistico per circa vent’anni. Il costo dell’Anticipo pensionistico si dovrebbe azzerare per le categorie più disagiate: coloro che hanno perso il lavoro in prossimità della pensione (con la cosiddetta ‘Ape social‘), quelli che assistono familiari disabili, lavoratori addetti a mansioni molto faticose come gli operai dell’edilizia, gli autisti dei mezzi pubblici, i macchinisti delle ferrovie, gli infermieri delle sale operatorie e i maestri della scuola dell’infanzia. Inoltre, dovrebbero essere previste misure per le uscite causate da crisi aziendali con oneri a carico delle imprese. L’Ape dovrebbero contare su una dotazione finanziaria di circa 500 milioni per il 2017.

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Un’altra misura che il Governo dovrebbe presentare è l’ampliamento della platea dei beneficiari della quattordicesima mensilità, attualmente composta da 2,2 milioni circa di pensionati, e dovrebbe essere previsto anche l’incremento dell’importo dell’assegno degli attuali percettori. I beneficiari dovrebbero essere coloro che hanno un reddito personale complessivo e non solo pensionistico tra 1,5 (circa 750 euro al mese) e due volte il minimo (circa 1.000). La platea dovrebbe aumentare di 1,1 milioni soggetti. La quattordicesima oscilla tra i 336 euro per chi ha meno di 15 anni di contributi e 504 per chi ha oltre 25 anni di contributi ed è erogata una sola volta l’anno a luglio. Questa misura dovrebbe valere circa 600 milioni. Un terzo della spesa dovrebbe servire ad incrementare gli assegni di coloro a cui già ora è erogata la somma aggiuntiva.

Altra misura molto attesa è l’equiparazione a 8.000 euro della no tax area dei pensionati con i lavoratori dipendenti. Per questo provvedimento dovrebbero essere stanziati circa 250 milioni di euro eliminando anche la distinzione attuale tra under e over 75. Per la categoria dei lavoratori precoci, la misura da adottare è più controversa, poiché più costosa, sembrerebbe affermarsi l’ipotesi di riconoscere l’uscita anticipata a coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 16 anni e per coloro che hanno iniziato a lavorare tra i 16 e i 18 anni un bonus contributivo di tre mesi per ogni anno di lavoro effettuato. Quindi si avrebbe una distinzione all’interno della categoria dei lavoratori precoci tra coloro che hanno iniziato a lavorare prima o dopo i 16 anni, riconoscendo solo ai primi un anticipo di un anno e dunque l’uscita a 41 anni e 10 mesi di contributi (gli uomini) invece dei 42 e 10 mesi previsti ora per la pensione anticipata. I sindacati però chiedono altri sconti. Per questa misura il Governo prevede una spesa di 600 milioni. La platea dovrebbe essere di 25.000 persone. Infine sembra assodata la proposta della cancellazione dell’onerosità delle ricongiunzioni, permettendo così l’unificazione dei periodi contributivi senza costi aggiuntivi, questa misura dovrebbe costare 100 milioni di euro. Anche per gli usuranti dovrebbero essere previste agevolazioni per andare in pensione. Una misura quest’ultima che dovrebbe costare circa 100 milioni.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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