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Pensioni 2016 news oggi: Pensione anticipata per precoci, usuranti e lavoratrici, ecco gli ultimi dettagli

Cresce l’attesa per capire quale sarà l’esito dell’ultimo e definitivo incontro tra Governo e sindacato sulla riforma delle pensioni, previsto per martedì 27 settembre. Nella stessa giornata, davanti al ministero del Lavoro, dove si svolgerà il confronto, i lavoratori precoci terranno un loro presidio per battersi fino all’ultimo sulla loro richiesta di poter andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età e senza decurtazioni sul trattamento pensionistico. I precoci finora non hanno granché apprezzato la proposta del Governo di concedere un bonus contributivo per i periodi di lavoro prima dei 18 anni, ritenendolo insufficiente poiché sarebbero solo una parte di loro a beneficiarne.

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Governo e sindacati lavorano sui dettagli dell’Anticipo pensionistico “sociale” e sull’elenco delle mansioni da riconoscere come usurante per introdurre la maggiore flessibilità in uscita possibile in una situazione di bilancio pubblico che non consente di impegnare grandi risorse per il pacchetto previdenza. La disponibilità di economia nel fondo usuranti potrebbe consentire di agevolare il pensionamento anticipato per alcune categorie di lavoratori come: gli operai del settore edile i macchinisti delle ferrovie, alcuni tipi di autisti, gli insegnanti delle scuole per l’infanzia, gli infermieri delle sale operatorie, i marittimi imbarcati.

La minoranza del partito del premier Matteo Renzi insiste con il Governo perché si dia priorità all’Agenda sociale e a questo proposito il giorno 26 settembre che precede l’incontro tra il Governo e i sindacati si riuniranno per definire una strategia parlamentare necessaria per arrivare ai provvedimenti sui precoci, sugli esodati e sulla modifica dell’adeguamento automatico dell’aspettativa di vita. Infine l’onorevole Titti Di Salvo ha assicurato che dalle economie rimaste nel fondo stanziato per Opzione Donna, con ogni probabilità potrà essere mantenuto l’impegno per la proroga del regime che consente alle lavoratrici di andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi a patto di accettare la penalizzazione del calcolo interamente contributivo della propria pensione.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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