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Pensioni 2016 news oggi: pensione anticipata, quota 41, Ape ed esodati, novità al Senato

Dopo la vittoria del “No” nel referendum sulla riforma costituzionale con il conseguente terremoto politico e la crisi di Governo, la preoccupazione maggiore da parte di tanti, a cominciare dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata quella di approvare con celerità la Legge di Bilancio, al cui interno è stata inserita la riforma delle pensioni, già approvata alla Camera e ora passata al Senato per la definitiva approvazione. Sono giorni di grande preoccupazione per coloro che speravano nel Senato per poter ancora migliorare il provvedimento di riforma delle pensioni, anche se almeno cè la certezza di avere messo in salvo il risultato fin qui ottenuto, come ha evidenziato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: “Avevamo ragione a voler sottoscrivere gli accordi su pensioni e pubblico impiego prima del 4 dicembre. E abbiamo fatto bene a firmarli: se così non fosse stato, ora ci saremmo trovati in una condizione di enorme incertezza. Nessuno pensi di modificare quegli accordi bisogna attuarli”. La Cgil, che si era schierata per il “No” nel voto di domenica scorsa, attraverso il suo segretario generale, Susanna Camusso, sostiene che: “Le elezioni anticipate sarebbero una pericolosa fuga in avanti, mentre occorre dare anzitutto quelle risposte che lavoratori e pensionati si attendono, attraverso anche un corretto rapporto con le istanze della società civile e con le Organizzazioni della rappresentanza sociale”.

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Domani voto di fiducia al Senato sulla legge di Bilancio 

Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Oggi la Conferenza dei capigruppo del Senato ha stabilito di procedere con la votazione del provvedimento entro domani sera. Sul testo il Governo ha posto la fiducia, in questo modo decadono tutti gli emendamenti e perciò la legge di Bilancio dovrà essere votata nell’identico testo già adottato dalla Camera dei Deputati. Questa improvvisa accelerazione imposta dalle necessità politiche che sono sopravvenute fa cadere ogni richiesta di modifica che i gruppi parlamentari presenti in Senato erano pronti ad avanzare, a partire dall’abbassamento da 36 a 35 degli anni di contributi versati per poter accedere all’Ape social in caso di attività lavorative svolta in lavori gravosi e anche non necessariamente per un minimo di sei anni continuativi prima del pensionamento anticipato, così come altri miglioramenti per l’ottava salvaguardia degli esodati e paletti meno rigidi per l’accesso alla Quota 41 dei lavoratori precoci.

Riforma Pensioni 2016 Cesare Damiano emendamenti al Senato per Ape social e Quota 41

Per quanto riguarda la legge di Bilancio e la riforma delle pensioni il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, esponente della minoranza del Pd più dialogante che ha sostenuto le ragioni del “Sì” nel referendum confermativo del 4 dicembre, e che ha dato un importante contributo al confronto costruttivo tra Governo e Parlamento e parti sociali che ha prodotto le misure sulla previdenza, sul lavoro e sul sociale, ora ritiene: “Logico che Matteo Renzi rimanga Presidente del Consiglio fino al momento dell’approvazione della Legge di Bilancio, per poi dare le dimissioni. È assolutamente necessario scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, anche e soprattutto perché i contenuti della Legge sono troppo preziosi perché contengono soluzioni che riguardano le pensioni, il lavoro, la povertà e le risorse da destinare al rinnovo del contratto del Pubblico impiego”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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