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Pensioni 2016 news oggi: pensione di vecchiaia e anzianità contributiva sganciate dall’aspettativa di vita?

Il dossier sulle pensioni arricchisce di nuovi dettagli, Tommaso Nanncini e la sua squadra di tecnici da lui guidata starebbe lavorando non solo a misure di flessibilità in uscita attraverso l’Ape con l’ormai famigerato prestito pensionistico finanziato dalle banche e dalle assicurazioni, ma anche con altri tipi di interventi che al momento rimangono in gran parte riservati. Sulle proposte che il Governo potrebbe avanzare per rendere più accessibile la pensione, il sottosegretario Tommaso Nannicini e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti lavorano in stretto rapporto con la Ragioneria Generale dello Stato per valutare la sostenibilità dei costi relativamente a ogni singola eventuale misura.

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Uno dei provvedimenti più incisivi che il Governo sta valutando di poter avanzare riguarderebbe l’abolizione del collegamento automatico dell’età pensionabile e l’anzianità contributiva alla speranza di vita. Il meccanismo è stato introdotto nel 2009 e definito nel 2010 su proposta dei ministri del tempo Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, e Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro. Ma la portata della misura si è amplificata con l’entrata in vigore della legge Fornero che ha innalzato l’età pensionabile tout court a prescindere dal legame con l’aspettativa di vita, ma combinandosi con questa ha allontanato sempre più il momento di entrare in pensione.

Con questo sistema per ogni triennio, l’età pensionabile dovrà essere adeguata all’aumento dell’aspettativa di vita sulla base dei dati rilevati dall’Istat. Quindi se l’Istat stima che si vive più a lungo, proporzionalmente verrà incrementata l’età per accedere alla pensione di vecchiaia. Nel 2013 è infatti scattato il primo adeguamento di tre mesi e nel 2016 il secondo di altri quattro mesi. Per effetti di questi scatti l’età per la pensione di vecchiaia è arrivata a 66 anni e sette mesi. Lo stesso vale per l’anzianità contributiva necessaria per il pensionamento anticipato che ora è di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini. Il prossimo scatto dovrebbe avvenire nel 2019, a meno che il Governo non sospenda o congeli questo meccanismo, che si sottolinea è sganciato dalle dinamiche demografiche, il legislatore non ha previsto adeguamenti al ribasso, ma solo al rialzo. Dunque per agevolare il raggiungimento dei requisiti necessari all’accesso alla pensione e in considerazione che il rapporto Osservasalute dell’aprile 2016 ha rilevato, per la prima volta in Italia, un calo dell’aspettativa di vita, Nannicini e Poletti è verosimile che siano orientati a tagliare questa iniquità.

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