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Pensioni 2016 news oggi: pensione precoci e quota 41, a chi spetta?

Il pacchetto definitivo di misure che riguarderanno le modifiche al sistema pensionistico non si avrà prima di settembre prossimo. Il Governo potrà dovrebbe poter disporre di 1,5 miliardi di risorse e i tecnici guidati dal sottosegretario Tommaso Nannicini, stanno mettendo a punto una serie di provvedimenti tra cui l’Ape, ovvero l’Anticipo pensionistico per gli over 63enni finanziato da un prestito pensionistico, bancario o assicurativo, restituibile nell’arco di vent’anni nel quale ancora non è chiaro quale funzione abbia l’Inps.

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Altra misura molto attesa, si sta delineando per i lavoratori precoci, cioè coloro che sono entrati nel mondo del lavoro in giovanissima età, tra i 14 e i 18 anni, i cosiddetti lavoratori precoci “veri” che hanno già versato oltre 40 anni di contributi, ma non hanno raggiunto i 60 anni di età. Per questi lavoratori si sta delineando la possibilità di un bonus, cioè di una maggiorazione convenzionale dell’anzianità contributiva sino al 50% per gli anni dei contributi versati prima dei 18 anni. Dunque chi ha lavorato due anni in età minorile potrebbe usufruire di un sconto di un anno di contributi, chi ha lavorato quattro anni prima di uno sconto di due anni. Se il provvedimento sarà così articolato coloro che hanno cominciato a lavorare dopo la maggiore età in modo continuativo non potrebbero beneficiare di nessun anticipo. Quindi chi ha svolto quattro anni di lavoro minorile potrebbe godere di un’uscita a 40 anni e 10 mesi di contributi, le donne 39 anni e 10 mesi; chi ha iniziato due anni prima della maggiore età potrebbe uscire con 41 anni e 10 mesi di contributi, le donne con 40 anni e 10 mesi. Mentre chi è entrato nel mondo del lavoro in modo continuativo dopo il 18° anno di età, se verranno confermate le anticipazioni sui provvedimenti, rimarrebbero fuori dal beneficio e per loro sarebbe necessario raggiungere i requisiti contributivi attualmente previsti di 42 anni e 10 mesi gli uomini, 41 anni e 10 mesi le donne.

La proposta dei sindacati invece prevede di ampliare il bacino dei lavoratori beneficiari, riconoscendo due anni di sconto ai lavoratori che hanno versato 40 anni di contributi a prescindere dall’età in cui hanno iniziato la loro attività. Una previsione più impegnativa per il bilancio dello Stato, ma più equa. Mentre la quota 41 per tutti i lavoratori resta un obiettivo difficile da raggiungere e solo dopo gli incontri tra Governo e sindacati dei prossimi giorni, sarà possibile sciogliere i dubbi per molte migliaia di lavor

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