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Pensioni 2016 news oggi: pensioni anticipate, sì all’Ape, ma rischio rinvio per precoci e usuranti, ecco le reazioni

Il confronto sulla riforma delle pensioni ripartirà il prossimo settembre a partire dell’incontro di giorno 12 tra Governo e sindacati, ma il Governo non sembra poter accontentare la richiesta di sindacati di uno stanziamento di 2,5 miliardi di euro per il pacchetto di misure previdenziali da inserire nella prossima Legge di Stabilità. Il nuovo quadro macroeconomico spinge a rivedere al ribasso le valutazioni fatte ad aprile con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che aveva parlato di “risorse rilevanti” da impegnare per il pacchetto pensioni e il sottosegretario Tommaso Nannicini che era stato più cauto definendole non trascurabili. Ora la cifra alla quale realisticamente si può arrivare è intorno al miliardo e mezzo.

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In questo modo si potrà varare l’Anticipo pensionistico che dovrebbe costare circa 600 milioni e un mini pacchetto in cui verrebbero comprese le ricongiunzioni non più onerose e l’aumento delle quattordicesime ai pensionati con trattamenti previdenziali molto bassi. L’Ape che vuole il Governo consentirà l’anticipo per i lavoratori che hanno compiuto 63 anni con un sistema di prestito erogato dall’Inps, unico interlocutore dei lavoratori, e finanziato dalle banche con una garanzia assicurativa. Con la cancellazione dei vincoli e dei costi per ricongiungere i contributi versati in diverse gestioni previdenziali, si potrà agevolare il raggiungimento dei requisiti di accesso o all’Ape o al vero e proprio pensionamento. L’altra misura inserita nella Legge diStabilità sarebbe quella dell’incremento delle pensioni più basse con la crescita a 12/13mila euro del limite di reddito necessario a percepire l’assegno integrativo.

Per le altre misure come la Quota 41 dei precoci, l’allargamento della platea degli usuranti e la salvaguardia degli esodati si profilerebbe un ennesimo rinvio al 2017 con la conseguente delusione di moltissimi lavoratori, che già viene espressa sulla pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti“: “Leggendo questa notizia ansa il termine lavoratore precoce e 41 anni per tutti è praticamente inesistente, ci stanno trattando e considerando come fantasmi.  Nonostante tutto ho ancora la flebile speranza che a settembre possa esserci qualcosa anche per noi” o: “Parliamo di pensione anticipata (42 anni + aspettativa di vita). Dal 1 gennaio 2018 verranno reintrodotte le penalizzazioni previste dalla legge Fornero per coloro che non avranno compiuto i 62 anni di età. Credo che sul tavolo dei lavoratori precoci questa sia la prima vergogna da cancellare. Come è possibile che una persona debba versare sino a 46 anni di contributi prima di ottenere una pensione senza penalizzazioni.Non so se otterremo la quota 41, ma assolutamente dobbiamo cancellare queste vergognose penalizzazioni che interessano quasi sempre i precoci”.

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