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Pensioni 2016 news oggi: pensioni minime, Ape e bonus ai precoci, l’accordo tra Governo e sindacati

È arrivato alle battute finali il lungo confronto tra Governo e sindacati sui provvedimenti in materia pensionistica da inserire nella legge di Stabilità. Il primo intervento che riguarderà l’adeguamento delle pensioni minime avrà una copertura finanziaria di circa un miliardo di euro, di cui il 25% destinato all’estensione della no tax area ai pensionati e la restante parte all’ampliamento della platea dei beneficiari della quattordicesima. Per quest’ultima misura, il 30% sarà destinato ad aumentare di 1,5 volte il minimo di quei 2,1 milioni di pensionati, già beneficiari della quattordicesima mensilità, mentre il rimanente 70% sarà destinato a 1, 2 milioni di pensionati che percepiscono un assegno inferiore a mille euro.

Secondo fonti vicine ai tecnici di Palazzo Chigi, che si stanno occupando della riforma delle pensioni, anche per i lavoratori precoci si profilerebbe la possibilità di un pensionamento anticipato, grazie al riconoscimento di un bonus contributivo per quei lavoratori che abbiano lavorato almeno per tre mesi prima del compimento del 16esimo anno di età. Il bonus consentirebbe a circa 25-30 mila lavoratori l’anno di raggiungere 41 anni e 10 mesi di contribuzione nel 2017, quindi uno sconto di un anno rispetto alla legislazione attuale. Il provvedimento avrebbe una copertura finanziaria di 600 milioni di euro per il primo anno. Nonostante le riserve espresse dalla Cgil, l’accordo tra Governo e sindacati sulla questione precoci potrebbe concretamente chiudersi. Anche se l’incontro di domani non esclude ulteriori confronti in vista della Nota di aggiornamento del Def.

Infine il capitolo previdenza si arricchirebbe di altre due misure all’interno del meccanismo dell’Ape. Una riguarderebbe l’agevolazione per i lavoratori usuranti, ai quali verrebbe tolto il vincolo dell’obbligo che l’ultimo anno prima della pensione sia anch’esso usurante. Inoltre per essere riconosciuti come usuranti dovrebbe passare dal regime attuale, 7 anni su 10 di attività usurante per essere riconosciuti, a una divisione dell’attività lavorativa minima, metá usurante e metà non usurante. L’altra misura riguarderebbe la cancellazione dell’onerosità delle ricongiunzioni in gestioni separate. La gratuità varrebbe sia per il raggiungimento dei requisiti per le pensioni di anzianità che per quelli di vecchiaia. Verrebbe cancellata altresì, il divieto di ricongiunzione a chi ha superato i 20 anni di contributi in una sola gestione.

 

 

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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