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Pensioni 2016 news oggi: pensioni precoci e quota 41, consegnate le 50mila firme in Senato, quali prospettive?

Roberto Occhiodoro uno degli animatori del gruppo “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” ha postato sulla bacheca Facebook di questo gruppo pubblico un “resoconto” dell’incontro che una loro delegazione accompagnata dal senatore Battafarano dell’associazione Lavoro & Welfare e da due rappresentanti di Progressi, la società che ha organizzato la mobilitazione per la raccolta delle firme sulla petizione per la Quota 41, ha avuto al Senato con il Vicepresidente e allo stesso tempo presidente della Commissione Lavoro, Maurizio Sacconi, al quale sono state consegnate le 50mila firme raccolte a sostegno del disegno di legge 857.

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Nel corso dell’incontro, così come scrive Roberto Occhiodoro, come lavoratori precoci: “Abbiamo ribadito la nostra posizione in merito allo stesso ponendo l’accento su come questo ddl rappresenta la giusta sintesi per 2 generazioni: la nostra che dopo 40 e più anni di lavoro vorremmo finalmente godere del nostro diritto alla pensione e quella dei nostri figli che a 25/30 sono costretti a mendicare lavori sottopagati e per lo più a nero.
E’ stato fatto notare che noi siamo la generazione che più di tutte le altre ha dato a questo paese sia in termini di lavoro che di contribuzione trovandosi in molti casi in estrema difficoltà perchè magari licenziati o in mobilità o perchè semplicemente stanchi di una vita di lavoro iniziata in età adolescenziale chiedendo cosa avremmo dovuto fare di più rispetto a quello finora fatto e se non pensasse che forse siamo in CREDITO con lo Stato.
Abbiamo ancora ribadito la nostra contrarietà all’APE perché, pur non riguardando direttamente i lavoratori precoci, riteniamo offensivo il fatto che per godere della pensione bisognerebbe ricorrere ad un mutuo bancario”.

Nello stesso post è riportata la risposta del Senatore Sacconi: “Ci sono degli studi in embrione da parte del Governo CHE NON HA ANCORA PRESENTATO alcuna proposta scritta e che appena questo succederà queste proposte verranno esaminate sia a livello sindacale sia in termini parlamentari tenendo in considerazione le richieste presentate da tutti gli attori in ballo.
Ha ammesso che votare la legge Fornero è stato un errore perchè troppo rigida e perché ha sommato l’innalzamento degli anni necessari per uscire dal mondo del lavoro all’aspettativa di vita troppo ravvicinata.
Perplessità le abbiamo avute in due occasioni: la prima quando abbiamo rimarcato che è arrivato il momento in questo Paese che la ricchezza venga redistribuita (“questa è INVIDIA sociale” ha risposto) e quando non credeva che i lavoratori precoci hanno iniziato a lavorare anche a 13 o 14 anni: secondo lui l’età lavorativa iniziava a 15 anni.
Gli abbiamo risposto che se vuole al prossimo incontro glie ne portiamo almeno un centinaio oltre ai casi presenti”. Sono quindi previsti altri incontri prima della stesura della Legge di Stabilità in cui i lavoratori precoci sperano ci saranno misure che risolvano la loro vertenza: “Abbiamo iniziato un ciclo di incontri con il Senato in cui la ” politica di palazzo” ha preso atto che 50.000 e più persone chiedono una revisione della legge Fornero nei termini da noi sempre sostenuti.
Il prossimo appuntamento sarà con la Presidente della Camera a settembre e in questa occasione saranno coinvolti TUTTI i COMITATI SOPRATTUTTO NELLA VERSIONE FEMMINILE e alla fine, se sarà possibile, con la PRESIDENZA DEL CONSIGLIO”.

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