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Pensioni 2016 news oggi: precoci, Ape, esodati e donne, ecco le modifiche approvate

A tappe forzate, per la crisi politica determinata dalla vittoria del “No” nel referendum istituzionale del 4 dicembre, ieri il Senato della Repubblica ha approvato, con la fiducia, in via definitiva la legge di Bilancio 2017, nella quale il Governo di Matteo Renzi aveva inserito le modifiche all’attuale sistema pensionistico. Tanti i lavoratori rimasti bloccati a lavoro per la rigidità della legge Fornero sull’età pensionabile, ora potranno usufruire di alcune misure che consentono di potere andare in pensione con qualche ano di anticipo rispetto ai 67 e sette mesi previsti con il sistema attuale. Il provvedimento principale è quello che dà ai lavoratori che hanno maturato i 63 anni di età dal 1° maggio 2017 di usufruire dell’Anticipo pensionistico, una forma di prestito previdenziale di accompagnamento all’effettiva pensione che potrà essere o volontaria, quindi con i costi a carico del lavoratore che vi aderisce o sociale cioè con i costi a carico del bilancio dello Stato. La platea di quest’ultimi è composta dai lavoratori, che hanno maturato almeno 20 anni di contributi e sono rimasti disoccupati e senza ammortizzatori sociali o hanno un’invalidità superiore al 74% o assistono un parente di 1° grado con disabilità grave o svolgono lavori gravosi o rischiosi. La misura dell’Ape sarà sperimentale con una durata di due anni, cioè con una scadenza prevista al 31 dicembre 2018. Le imprese interessate a processi di ristrutturazione aziendale che riguardano il proprio personale possono partecipare all’uscita anticipata versando all’Inps tutta o una parte della contribuzione così da limitare o azzerare i costi del prestito pensionistico. Il lavoratore che possiede i requisiti di accesso all’Ape potrà anticipare anche l’erogazione della pensione complementare, con la cosiddetta RITA, Rendita integrativa temporanea anticipata, in modo tale da aumentare il proprio reddito, prima dell’effettiva percezione dell’intera pensione.

Riforma Pensioni 2016

Pensione anticipata e pensioni minime, tutti gli interventi

Per i lavoratori che hanno avuto carriere discontinue la riforma previdenziale prevede la possibilità del cumulo gratuito dei diversi periodi contributivi versati in gestioni separate, con lo scopo di consentire il raggiungimento dei requisiti della pensione anticipata, cioè 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contributi le donne, o della pensione di vecchiaia. Mentre per i redditi bassi è prevista la quattordicesima mensilità e l’ampliamento della no tax area per i pensionati. Con le nuove norme si prevedono una serie di miglioramneti per agevolare il pensionamento di coloro che sono addetti alle mansioni usuranti, secondo la definizione che ne fa il decreto legislativo 67/2011, i cui confini non sono stati rideterminati.

Pensioni lavoratori precoci e usuranti requisiti, platea e modifiche

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Lavoratori precoci e Quota 41

Per quanto riguarda i lavoratori precoci, seppure in modo parziale a questi è stato riconosciuto la possibilità di accedere alla pensione, a partire dal 1°maggio 2017, con 41 anni di contributi, senza limitazioni anagrafiche se si sono versati 12 mesi di contributi prima del 19° anno di età e se appartenenti a cinque categorie tutelate: disoccupati, invalidi, con parenti di primo grado, conviventi, disabili da assistere o che hanno svolto lavori difficoltosi o rischiosi, oppure che siano stati addetti a mestieri considerati usuranti ai sensi del Dlgs 67/2011. Nella manovra finanziaria è stata confermata l’ottava salvaguardia per 30.700 lavoratori esodati, la misura è stata estesa al 31 dicembre 2014 come data di licenziamento per i lavoratori in mobilità da aziende in fallimento prima del 2012. La legge di Bilancio inoltre include nel regime Opzione Donna le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre ’57 – ’58, sempre che abbiano il requisito di 35 anni di contributi versati e accettino il calcolo integralmente contributivo dell’assegno pensionistico.

La Prima alla Scala

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