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Pensioni 2016 news oggi: precoci, Ape e flessibilità, ecco cosa ha risposto Giuliano Poletti ai lavoratori

Continua il confronto sul tema delle pensioni, dopo che Giuliano Poletti ha diffuso il video in cui ha risposto ai lavoratori: ma che cosa è emerso da questo “filo diretto” con il popolo dei pensionandi? Il Ministro del lavoro ha posto l’attenzione su alcuni interventi migliorativi voluti dal Governo: dall’abbassamento dell’età pensionabile a 63 anni, anziché i 66 anni e 6 mesi, all’incremento della quattordicesima – con un aumento del 30% per i 2 milioni di pensionati che la percepiscono – e alla sua estensione ad un altro milione di persone, fino ad arrivare alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose.

Non tutti i lavoratori e non tutti i lavori sono uguali, ecco perché l’anticipo pensionistico viene proposto su tre formulazioni diverse:
1) Ape agevolata a 63 anni per le persone disoccupate e prive di ammortizzatori sociali, per i disabili e per coloro che hanno parenti di primo grado disabili. A queste categorie andranno aggiunti alcuni lavoratori che svolgono mansioni particolarmente pericolose (la cui definizione è in corso di trattativa con i sindacati);
2) Ape per le aziende che hanno interesse ad anticipare il pensionamento di alcuni lavoratori: in questo caso saranno le imprese a supportare l’onere dell’anticipo;
3) Ape volontaria rivolta a quanti non rientrino nelle categorie precedenti.

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Alla proposta di un lavoratore di ricalcolare il pensionamento di tutti con il sistema contributivo rendendo flessibile l’uscita, Poletti ha risposto che la contabilità pubblica non consente di fare operazioni di questo tipo, ovvero di anticipare oggi spese che potranno essere coperte con i risparmi futuri. E per i precoci quali sono le novità? La legislazione prevede che vadano in pensione con 42 anni e 10 mesi di versamenti; secondo quanto stabilito dalle norme precedenti, se questi lavoratori avessero deciso di andare in pensione a 62 anni avrebbero dovuto pagare una penalizzazione: penalizzazione che è stata eliminata l’anno scorso con una norma specifica che scadrà l’anno prossimo e ma che verrà tolta, e definitivamente, per tutti. Potranno andare in pensione a 41 anni quei lavoratori precoci che soddisfano specifiche condizioni: disoccupati, persone prive di ammortizzatori sociali, che versano in difficili condizioni di salute o svolgono lavori pericolosi e pesanti. Poletti è consapevole che questo intervento non risolve completamente la vertenza dei lavoratori precoci, ma si è trattato comunque di un “passaggio importante da compiere”. Per quanto riguarda la circolare Inps che penalizza i nati nel ’52, il Governo sta pensando ad un atto amministrativo correttivo.

A proposito dei vitalizi, il Ministro ha affermato che i dati non confermano che la cancellazione di vitalizi sarebbe sufficiente a “coprire” il pensionamento precoce di tutti gli altri pensionandi, oltre al fatto che per un intervento di questo genere bisognerebbe considerare la posizione già espressa dalla Corte Costituzionale che ha ammesso l’utilizzo di un contributo di solidarietà solo come norma transitoria. Le uniche autorità che possono esprimersi a riguardo sono le Camere.

I soldi della decontribuzione non possono essere utilizzati per il pensionamento anticipato perché in parte già usati; comunque i soldi investiti nel pacchetto pensioni serviranno, almeno in parte, a favorire il turnover.

In apertura: foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale di Giuliano Poletti

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