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Pensioni 2016 news oggi: precoci e Ape social, le distanze tra Governo e sindacati

Mercoledì prossimo 21 settembre, si concluderà la lunga fase di confronto tra il Governo e sindacati sulle pensioni, ma le conclusioni non sono ancora certe. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e il sottosegretario Tommaso Nannicini che hanno rappresentato il Governo durante questo percorso, fino all’ultimo sperano di chiudere un accordo anche per arrivare a un provvedimento il più possibile condiviso su un tema di grande sensibilità elettorale, al quale il premier Matteo Renzi tiene molto, anche in vista dell’appuntamento del referendum istituzionale molto importante per le stesse sorti del Governo.

Il Governo finora intenderebbe prevedere una copertura finanziaria di circa 2 miliardi per l’intero pacchetto previdenziale da inserire nella Legge di Stabilità, mentre per poter dare risposte positive alle richieste dei sindacati ne occorrono almeno 2, 5 miliardi. Le questioni aperte sono: i benefici per i lavoratori precoci, le categorie di lavoratori che potrebbero beneficiare dell’Ape Social, la soglia dell’assegno pensionistico al di sotto della quale non scatterebbero le penalizzazioni. Per i precoci, Cgil, Cisl e Uil partono dalla richiesta della Quota 41, ma il Governo non riesce ad offrire più di un bonus contributivo di due mesi per ogni anno di lavoro effettuato prima della maggiore età, così che un lavoratore che ha cominciato a lavorare a 17 anni anticiperebbe la pensione solo a 42 e otto mesi e a 16 a 42 e sei mesi. La soluzione di compromesso potrebbe essere la Quota 41 solo per chi ha iniziato a lavorare prima dei 16 anni, oppure l’Ape agevolato per i lavoratori precoci che abbiano maturato i 41 anni di contributi.

Per quanto riguarda le categorie di lavoratori che percependo una pensione, per il Governo al di sotto dei 1.500 euro lordi, potrebbero beneficiare dell’Anticipo a 63 anni senza dover subire penalizzazioni, rientrerebbero i disoccupati senza ammortizzatori sociali, gli invalidi o i familiari di primo grado di un disabile. Resta aperta la questione dei lavoratori addetti a mansioni usuranti con i sindacati che danno per assodato il fatto che debba riguardare gli edili, gli infermieri delle sale operatorie, i macchinisti delle ferrovie e le maestre di infanzia. Per quanto riguarda la soglia dell’assegno previdenziale, i sindacati chiedono di aumentarla a 1.650 euro lordi. Il ministro Poletti ritiene necessario “fare i conti” e si limita a prevedere per il 21 di fare una “sintesi”, Domenico Proietti, per la Uil, spera in un’intesa che: “Vincolerebbe il governo a rispettare gli impegni presi, evitando sorprese in Parlamento”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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