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Pensioni 2016 news oggi: precoci battaglia per la Quota 41 a tutti, scrivono ai sindacati e a Tommaso Nannicini

Il verbale condiviso tra Governo e sindacati sulle pensioni non lascia soddisfatti i lavoratori precoci che si stanno organizzando per manifestare a Roma. Questa categoria di lavoratori continua a sottolineare tutte le criticità delle misure di cui sono destinatari e che dovrebbero essere inserite nella legge di Bilancio. La contestazione maggiore riguarda la discriminazione attuata all’interno della stessa categoria. Uno di loro Andrea Detto Il Toscano ha pubblicato sulla pagina Facebook: “Lavoratori precoci a tutela dei propri diritti” una lettera indirizzata ai segretari sindacali di Cgil Cisl e Uil, rispettivamente Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo e al sottosegretario Tommaso Nannicini in cui evidenzia tutti i punti fortemente controversi.

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Rivolgendosi a Nannicini, Andrea Detto Il Toscano chiede: “Ho letto attentamente quanto avete discusso nel recente incontro con le sigle sindacali, rispetto alle pensioni e non le nascondo la nostra irritazione nel sapere che siamo stati divisi in figli e figliastri. Ma vado a spiegarle, qualora ce ne fosse bisogno il perché di questa irritazione.
Il “testo di intesa” (chiamiamolo così) che avete stilato a proposito dei lavoratori precoci discrimina fortemente tutta la nostra categoria. Infatti quello che avete concordato parla di concedere un’anticipazione a chi ha un anno di contributi versati dal14 anni ai 19 anni, ma a patto che sia stato licenziato, non abbia cassa integrazione, abbia fatto un lavoro usurante oppure che sia in “difficoltà”. Ora, la prima cosa che mi viene da chiederle è quella di definire la parola “difficoltà”. Cosa intende o cosa intendono i leader delle tre sigle sindacali con quella parola? E tutti gli altri che magari dopo 10 o 15 anni hanno potuto migliorare la loro situazione con un lavoro non usurante?”.

Lo stesso lavoratore assicura che: “I “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” continueranno a battersi in maniera democratica per i 41 anni di contributi come soglia per la pensione anticipata per tutti i precoci: Non ci costringa ad una prova di forza che per noi consiste solo nell’unica maniera in cui ci è consentito: il nostro voto. Ma cosa vi dice la vostra coscienza di dirigenti e di uomini? Non vi sembra che chi ha lavorato per 41 anni si debba riposare? Pensateci bene: 41 anni. Sono una vita intera, dedita alla famiglia, al Paese, e non ultimo al pagamento di ogni tipo di tassa che qualche mente malata poneva in essere (come lei sa, i dipendenti non possono evadere niente). Malgrado tutto questo vi fate giudici e giurati sulla pelle di quanti hanno contribuito a farvi sedere su quegli scranni che mal si addicono a quanti non desiderano fare il bene dei cittadini e del proprio Paese. Ma se è questo che volete, visto che siamo da sempre abituati a lottare per i nostri diritti, lo faremo. Vedremo il resto dell’Italia a chi darà ragione, ma fino ad allora io continuerò, come sempre a dirvi: STATE SERENI !”

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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