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Pensioni 2016 news oggi: precoci e quota 41, ecco come continua la lotta in vista dell’incontro tra Governo e sindacati

I lavoratori precoci non demordono e continuano a chiedere a gran voce la quota 41. Nemmeno le ultime dichiarazioni rilasciate dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha richiamato il tema della difficile sostenibilità economica della misura, sembra aver scalfito le intenzioni e la voglia di combattere di questo gruppo di pensionandi.

Non si placa, dunque, la lotta in vista dell’attesissimo incontro di mercoledì 21 settembre, quando rappresentati del Governo – tra cui il Sottosegretario alla Presidenza Tommaso Nannicini – e le sigle sindacali torneranno a sedersi al tavolo delle trattative per decidere quali misure inserire nella Legge di Stabilità e il quantitativo delle risorse da stanziare. Quella dei precoci, infatti, è delle vertenze ancora aperte.

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Intanto sono diversi gli appelli che nelle ultime ore hanno fatto capolino sulla pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”. Tra questi spicca l’accorata lettera che il precoce A. Z. ha indirizzato a Tommaso Nannicini e indirettamente a tutto il Governo italiano, richiamandolo ad agire come un “buon padre di famiglia”: “Ora le chiedo, riesce per un momento ad immedesimarsi nei panni di chi come me, con ben 41 anni e 8 mesi di contributi, in disoccupazione, con un figlio 32enne laureato e alla disperata ricerca di un lavoro? (…) Lo STATO secondo i principi della nostra Costituzione deve essere il buon padre di famiglia che gestisce le risorse disponibili in modo equo tra i propri figli; (…) ci sono figli di serie A, di serie B, fino ad arrivare a quelli di serie Z. Sicuramente un vero padre di famiglia questo non lo dovrebbe mai e poi mai mettere in pratica. Perché si colpisce sempre il più debole invece di sostenerlo?? Un vero padre dovrebbe mettere a tacere chi ha più voce e forza per difendere e far crescere chi stenta.”

Ma quanti sono i lavoratori precoci? Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe all’incirca di tre milioni e mezzo di lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima del compimento dei diciotto anni d’età (anche se qualcuno parla di una sovrastima di tale cifra). In vista dell’importante incontro della prossima settimana, comunque, gli amministratori del gruppo stanno cercando di placare gli animi, invitando i membri a lottare per la causa, ma senza lasciarsi andare a commenti indecorosi verso politici e forze sindacali.

In apertura: foto tratta dalla pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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