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Pensioni 2016 news oggi: precoci, lettera amara a Tommaso Nannicini, “Conta l’età anagrafica e non contributiva?”

Nel dibattito sulla riforma delle pensioni la questioni dei lavoratori precoci resta centrale e in via di definizione. Si tratta di quei lavoratori che pur non avendo maturato i requisiti anagrafici per la pensione, avendo cominciato a lavorare in giovanissima età, hanno già versato più di 40 anni di contributi, ma non hanno raggiunto l’età anagrafica per andare in pensione. Le prime risposte concrete ormai arriveranno alla conclusione dell’incontro tra Governo e sindacati che doveva tenersi oggi, ma è stato rinviato al 27 settembre.

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Nell’attesa delle decisioni che quasi sicuramente saranno inserite nella legge di Stabilità uno di loro, Paolo Massa, ha scritto una lunga lettera al sottosegretario Tommaso Nannicini, che sta coordinando i tecnici incaricati di modificare il sistema previdenziale. Nella missiva pubblicata sul gruppo Facebook, “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”, è espressa l’amarezza per il trattamento riservato dallo Stato a questa categoria e in un passaggio vi si sottolinea: “L’età contributiva non conta più niente per andare in pensione ma bensì conta solo l’età anagrafica (requisiti della riforma Fornero)”. Il lavoratore pone in evidenza quelle che considera contraddizioni e iniquità: “lo Stato da una parte mi “esclude” dalle uscite perché privilegia solamente l’età anagrafica (requisiti della pensione anticipata), dall’altra invece nel fare il calcolo del montante della pensione, privilegia solamente l’età contributiva (sistema calcolo contributivo)”.

Nel ricordare che la categoria dei precoci non vuole stare all’attuale situazione, il lavoratore aggiunge: “La cosa basilare che mi limito a rilevare è il seguente: è improcrastinabile l’esigenza di porre il limite dei 41 ANNI di contributi per poter andare in pensione, non si tergiversa da questo scoglio, ciò rende giustizia a migliaia di lavoratori, sarà un atto di civiltà e di equità sociale e consentirà a chi ha maturato tale requisito di poter andare serenamente in pensione, indipendentemente dall’età e senza avere penalizzazioni”. Secondo l’opinione di molti precoci il rinvio dell’incontro Governo-sindacati potrebbe essere un fatto positivo, in quanto potrebbe voler dire una maggiore attenzione verso la loro categoria e dare la possibilità di far entrare nel modo del lavoro, forse giovani: “Affrontare in modo organico, razionale e definitivo e non solamente ragionieristico ed economico, la complessa partita dei pensionamenti, significa tener conto anche dell’esigenza di far entrare nel mondo del lavoro, giovani preparati con competenze professionali specifiche”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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