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Pensioni 2016 news oggi: precoci, misure subito o rinvio?

La vertenza riguardante i lavoratori precoci è ancora aperta, lo hanno fatto presente i lavoratori che ieri hanno incontrato i rappresentanti del Governo per un confronto sulle loro proposte, e lo ha dichiarato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti che ha spiegato: “É molto difficile da affrontare perché ha un livello di costo molto alto”, che poi ha aggiunto «occorre fare i conti ed è quello che faremo”. A stretto giro a queste dichiarazioni ha risposto la leader della Cgil, Susanna Camusso:Mi fa piacere che facciano i conti ora su un capitolo aperto da lungo tempo. Questo è un punto chiave per capire se il governo darà risposte a quei problemi che sono aperti, o meno”.

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L’ostacolo maggiore è il reperimento delle risorse necessario ad accontentare tutta la platea dei precoci. Secondo i dati resi noti, all’inizio dell’estate, dagli esperti di Palazzo Chigi, che lavorano sui provvedimenti riguardanti la riforma delle pensioni, il numero dei lavoratori precoci oscillerebbe tra i 3,5 e i 4,8 milioni di cui 60-70 mila l’anno potrebbero uscire dal lavoro con 41 anni di contributi determinando una spesa per le casse dell’Inps che si aggirerebbe tra 1,3 e 1,5 miliardi. Per ridurre l’impatto dei costi del provvedimento sulla finanza pubblica si lavora a ipotesi intermedie attraverso dei paletti che ridurrebbero il numero dei potenziali lavoratoti precoci beneficiari della possibilità di uscire anticipatamente, come il minimo di 52 o 104 settimane lavorate prima della maggiore età, che potrebbero dare luogo a un bonus contributivo di 4 0 6 mesi. Fino all’ultimo il governo cercherà di trovare una soluzione al nodo precoci anche perché molto importante per arrivare a un accordo con i sindacati. L’ipotesi ultima che circola è quella eventualmente di stralciare la misura per i precoci dal pacchetto da inserire nella prossima legge di Stabilità, rinviando la soluzione a un provvedimento specifico da adottare con l’inizio del 2017.

Secondo il calendario degli incontri, giorno 21 settembre si terrà il tavolo politico tra Governo e sindacati, Poletti ha anticipato: “Sarà un’occasione per fare una sintesi della discussione e valutare anche le cifre e sulla base delle valutazioni concluderemo l’incontro, penso che si sia fatto un lavoro approfondito che ha reso chiaro quali siano i problemi e le possibili soluzioni, poi ognuno farà le sue valutazioni”. Annamaria Furlan della Cisl ha sottolineato: “Spero tanto che il 21 sia una giornata importante e conclusiva di un grande lavoro”, e sui precoci ha aggiunto: “Bisogna dare una risposta positiva”. Mentre, Carmelo Barbagallo, leader della Uil, ha auspicato che il 21 sia la giornata in cui si trovi un accordo, ribadendo che per la riforma delle pensioni è necessario uno stanziamento di 2,5 miliardi di euro.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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