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Pensioni 2016 news oggi: precoci per la quota 41, nuovo appello di un lavoratore a Tommaso Nannicini e Matteo Renzi

I lavoratori precoci sono in attesa che il Governo dia delle risposte definitive sulla loro richiesta della Quota 41 che gli permetterebbe di andare in pensione avendo maturato 41 anni di contribuzione senza limiti di età e senza penalizzazioni. Dopo la presentazioni delle 50mila firme a sostegno del ddl 857 in cui tra le altre cose si prevede la pensione per i lavoratori che hanno versato 41 anni di contributi, i lavoratori precoci attendono l’incontro con il sottosegretario Tommaso Nannicini già programmato per il prossimo 11 luglio, per comprendere le intenzioni del Governo in merito alla loro vertenza.

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In attesa dell’incontro con il sottosegretario un lavoratore precoce sulla pagina Facebook, “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” , ha postato un altro appello indirizzato oltre che a Tommaso Nannicini anche al premier Matteo Renzi, in cui sottolinea la lotta pacifica, ma determinata che stanno portando avanti questa categoria di lavoratori e chiede: “Dia veramente un senso alla nostra protesta, che fino adesso è stata democratica, non violenta e sempre nel rispetto di quei principi che dovrebbero essere insiti anche nella controparte. Mi creda quando le dico che siamo attenti e responsabili sulle priorità del Governo, ma che queste siano davvero delle priorità e non dei provvedimenti di carattere elettorale”.

L’attesa e le aspettative per l’incontro con Nannicini sono molto alta e nello stesso tempo anche le preoccupazioni per un esito favorevole della vertenza. Nello stesso post si invita il Governo a non usare strumentalmente l’alibi della mancanza di fondi. Infatti il lavoratore ha scritto: “Mi permetto, molto umilmente di dissentire sulle risorse che secondo Poletti, Padoan mancherebbero, quando il Presidente Renzi dice di voler abolire il bollo auto, che da solo vale 7/8 miliardi. Provi a chiedere a 1000 persone cosa preferirebbero: se pagare il bollo oppure vedere tantissimi giovani finalmente con un lavoro stabile, che dia loro l’opportunità di stabilizzarsi e magari formare una famiglia. Siamo anche coscienti che non tutte le persone che uscirebbero dal lavoro con 41 anni di contributi sarebbero sostituite con altrettanti giovani, ma queste sarebbero vere assunzioni e non assunzioni in virtù di sgravi che avranno solo carattere transitorio, fino a che saranno in vita gli sgravi stessi”.

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