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Pensioni 2016 news oggi: precoci e Quota 41 per tutti, proposte al Parlamento prima della legge di Stabilità

I lavoratori precoci non sono rimasti per niente soddisfatti delle risposte che il Governo ha dato alle loro richieste con le misure inserite nel pacchetto previdenza della prossima legge di Stabilità. La definitiva cancellazione delle penalizzazioni per chi accede alla pensione anticipata prima dei 62 anni e la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, limitata a chi ha versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni e si trova nelle tre condizioni o di lavoratore rimasto disoccupato, o di invalido o impegnato in mansioni gravose, lasciano fuori dai benefici una parte importante della categoria dei precoci che unitariamente continua a rivendicare la Quota 41 per tutti. Dopo un incontro con gli esponenti del Pd Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi e dopo che alla loro manifestazione di martedì 20 ottobre, aveva portato un saluto il deputato grillino Alessandro Di Battista, ora una delegazione di precoci si appresta a incontrare il prossimo 25 ottobre il “leader in pectore” del movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio.

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Sull’incontro con Damiano e Gnecchi è stato pubblicato un resoconto sulla pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutele dei propri diritti” da parte di uno degli amministratori del gruppo, Moreno Barbuti, il quale ha riferito che l’incontro è durato poco più di mezz’ora e Damiano e Gnecchi hanno ribadito: “Il fatto che saranno eliminate “per sempre” le penalizzazioni per chi accederà alla pensione anticipata dal 2018 in poi, come invece erano previste nell’ultima normativa pensionistica. Hanno aggiunto che ci saranno benefici (consistenti nella quota 41), per i disoccupati, per chi ha disabili da accudire in famiglia e per chi svolge i cosiddetti lavori gravosi in aggiunta ai precedenti considerati usuranti, anche se non ci è stato fornito un elenco completo di tali mansioni gravose. Si è parlato di autisti di mezzi pesanti, di chi lavora nel settore della concia delle pelli, degli edili, degli infermieri, delle maestre d’asilo, ma non ci è stato fornito un elenco completo e soprattutto dettagliato nei minimi particolari”.

Mentre rispetto alla richiesta di Quota 41 per tutti la risposta è stata: “Che la somma destinata alla riforma non è sufficiente per accontentare i lavoratori concedendo a tutti indistintamente, tale quota”. Il gruppo “Lavoratori precoci uniti a tutele dei propri diritti”, richiede che si possa dare la Quota 41 a tutti anche nei limiti del finanziamento per ognuno dei prossimi tre anni, anche accettando di posticipare l’uscita di qualche mese rispetto alla stessa quota 41. Diversamente si richiede di ampliare la platea dei lavori cosiddetti usuranti e gravosi; l’abolizione del meccanismo farsa dell’aggancio all’aspettativa di vita; l’innalzamento della cifra per cui sarebbe prevista la tassazione onerosa per chi utilizzerà il cosiddetto dispositivo APE social”. Infine i lavoratori si propongono di “Andare avanti ed eventualmente, una volta uscito il decreto, proporre con forza gli emendamenti che riterremo più opportuni, aiutati magari anche dai sindacati”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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