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Pensioni 2016 news oggi: proroga Opzione Donna e i dati Inps sul conteggio, attese e prospettive delle lavoratrici [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Moltissime lavoratrici aspettano i risultati del monitoraggio previsti dalla Legge di Stabilità sullo stanziamento per il regime previdenziale Opzione Donna. Queste donne che vorrebbero la possibilità di accedere alla pensione con 57 anni di età e 35 di contributi, anche percependo una pensione calcolata integralmente con il più penalizzante sistema contributivo, chiedono che le economie del fondo stanziate per Opzione Donna vengano utilizzate per prorogare questa opportunità fino al 31 dicembre 2018. Noi di UrbanPost abbiamo voluto ascoltare le loro aspettative, le loro speranze e il loro impegno. Ecco come ha risposto alle nostre domande Rossella Lo Iacono, una della amministratrici del gruppo Facebook “Opzione Donna-Ultimo trimestre 1957-1958”

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Il termine del 30 settembre, entro cui il Governo doveva comunicare alle Camere se prorogare il regime Opzione Donna, è scaduto, avete notizia di cosa si stia aspettando?
“In teoria avremmo dovuto già conoscere i dati forniti dall’Inps, in merito all’utilizzo dei fondi del regime contributivo pensionistico meglio conosciuto come Opzione Donna, perché così è chiaramente e testualmente previsto dalla Legge Finanziaria dello scorso anno – L. n. 208/2015 – art. 1 co. 281 – In pratica, l’Inps seguendo il suo stile, non ha ancora comunicato, al Ministero del Lavoro ( che a sua volta dovrà comunicare al Parlamento ) la relazione sulla sperimentazione.  Siamo, dunque tutti in attese, non solo noi Donne interessate, ma anche i Ministeri coinvolti ed il Parlamento, che Inps ottemperi al suo obbligo di Legge”.

Le lavoratrici che vorrebbero la possibilità di uscire anticipatamente dal lavoro col sistema integralmente contributivo, come possono ancora convincere il Governo di prorogare Opzione Donna?
Le argomentazioni per convincere il Governo sulla bontà di Opzione Donna, si sono sprecate in tutti questi mesi.. Principalmente la  convenienza, per lo Stato, di un regime pensionistico totalmente contributivo, che dà indietro alle pensionande solo i propri contributi versati e nulla di più… ma non solo, un esercito di Donne che, una volta in pensione, continuerà la propria opera meritoria di vero e proprio Welfare curando le famiglie, i propri anziani i propri disabili, in maniera diretta e amorevole, colmando le grandi lacune sociali che in Italia esistono in questo settore e, argomento non da poco, tale regime anticipato, consentirà di liberare posti ai nostri Giovani che, bravi, istruiti e competenti,  scelgono in massa di lasciare l’Italia per cercare altrove opportunità che nel nostro Paese sono sempre più rare”.

Opzione Donna è un anticipo pensionistico che ha una valenza sociale incisiva?
Assolutamente SI , come già detto, in Italia non esiste un Welfare di pregio, sono le famiglie che in prevalenza si occupano di tutte quelle situazioni, talvolta drammatiche, dalla senescenza, alle disabilità gravi, alla cura dei più piccoli, e nello specifico sono le Donne a garantire quello che lo Stato non è mai riuscito a garantire” .

Il sostegno parlamentare per Opzione Donna sembrerebbe ampio e trasversale, quali sono le vostre attese?
Il sostegno Parlamentare è giustamente trasversale, perché giuste e sacrosante sono le ragioni poste a base di Opzione Donna. Nonostante la misura previdenziale si autoalimenti con i contributi di ciascuna versati nella propria vita lavorativa, lo Stato ha opposto una inesistente questione economica. I fondi ci sono e a riprova riporto virgolettato un punto dell’Art. 1  Comma 281 della citata Legge Finanziaria 2015, che testualmente recita : “Al fine del concorso alla copertura degli oneri derivanti dal primo periodo del presente comma l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, come rifinanziata anche ai sensi della presente legge,e’ ridotta di 160 milioni di euro per l’anno 2016 e di 49 milioni di euro per l’anno 2017.” Sappiamo che i suddetti fondi previsti, non sono stati spesi tutti, che i risparmi ci sono , la nostra aspettative legittima è, dunque, la Proroga del Regime, innanzitutto a copertura di coloro, nate nell’Ultimo Trimestre degli anni 57/58 (a seconda se autonome o dipendenti)  che ingiustamente, con l’applicazione dell’Aspettativa di Vita, sono rimaste tagliate fuori, e ove si certificassero ulteriori risparmi, auspicheremmo una ulteriore proroga del Regime Sperimentale stesso”.

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