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Pensioni 2016: pensioni minime incremento fino al 30%, ecco gli interventi del Governo

La legge di Bilancio votata ieri alla Camera, conferma l’ampliamento della platea dei lavoratori che avranno diritto alla quattordicesima mensilità. Attualmente il bonus varia tra i 336 e i 504 euro in relazione agli anni di contributi versati, erogato ogni anno con l’assegno mensile di luglio ai pensionati Inps con più di 64 anni che hanno un reddito inferiore a 9.786,86 euro lordi (1,5 volte il trattamento minimo), cioè una pensione non superiore a circa 750 euro al mese. Ora la nuova manovra finanziaria prevede un incremento del 30% del valore di questa quattordicesima mensilità.

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I beneficiari della misura otterranno, un incremento dai 100 ai 150 euro rispetto agli importi attuali: da 336 a 437 euro per chi ha versato 15 anni di contributi, 18 gli autonomi; percepiranno 420 euro i lavoratori che hanno da 15 a 25 anni di contributi, da 18 a 28 gli autonomi e a 655 pei coloro che hanno versato oltre 25 anni di contributi, 28 gli autonomi.

Ai fini de beneficio sono rilevanti oltre al reddito da pensione i redditi di diversa natura, non sono conteggiati i trattamenti di famiglia quali le indennità di accompagnamento, il reddito della casa di abitazione, i trattamenti di fine rapporto e competenze arretrate. Sono escluse, le pensioni di guerra, le indennità per i ciechi parziali, l’indennità di comunicazione per i sordomuti. Mentre non ci sono confini di applicazione della misura. La quattordicesima mensilità spetterà ai titolari di tutti i trattamenti pensionistici: pensione di anzianità, pensione anticipata, pensione di vecchiaia, pensione di inabilità, pensione ai superstiti e assegno ordinario di invalidità. Mentre sono esclusi dalla misura i titolari di trattamenti di invalidità civile, dal momento che queste hanno natura assistenziale, e altresì rimangono fuori dalla misura i titolari di Naspi.

Confermato nella legge di Bilancio anche l’ampliamento della no tax area in cui attualmente rientrano i pensionati fino a 75 anni di età e con reddito fino a 7.750 euro e quelli più anziani con assegni annuali non superiori a circa 8mila euro. Ora con la norma contenuta nella Legge di Bilancio la soglia di reddito sarà equiparata a quella dei lavoratori dipendenti cioè 8 mila euro. Mentre per quanto riguarda le detrazioni ancora non sono stati equiparati, così come rivendicato dai sindacati, i redditi da lavoro con quelli da pensioni.

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