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Pensioni 2016 ultime news: Ape e flessibilità, parla Tommaso Nannicini, “60mila pensionati in più”

L’uomo al quale il premier Matteo Renzi ha affidato il compito importante di arrivare a una modifica del sistema pensionistico condivisa anche dalle parti sociali, il professore Tommaso Nannicini sottosegretario alla presidenza, alla fine del lungo confronto nel quale il Governo ha definito il pacchetto pensioni che sarà inserito nella prossima manovra finanziaria esprime la sua soddisfazione per il lavoro svolto: “Sulla previdenza ci saranno 7 miliardi, quindi più dei 6 annunciati. E anche la Cgil, condivide sei misure: cumulo, precoci, usuranti, penalizzazioni, 14esima, no tax area, mentre esprime riserve su due, Ape e Ape sociale. Se decidesse di parlare solo di queste due, le motivazioni sarebbero politiche più che di contenuto. Abbiamo dato risposte promuovendo equità e flessibilità, senza mettere a repentaglio i conti pubblici”.

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In un’intervista al Corriere della Sera, Nannicini risponde anche alle critiche della Cgil sulle due soglie, di 30 anni per i disoccupati e di 36 per i lavoratori addetti ad attività gravose: “Nel verbale coi sindacati c’è scritto che l’Ape sarebbe andata a chi aveva diritto a una pensione “d’importo non inferiore a un certo limite”. Si parlava di 800-850 euro. Mettere il limite sui contributi è però più equo, perché agevola chi ha carriere lunghe ma redditi bassi. E per il limite di 36 anni, mutuato da quello per gli usuranti, varranno i periodi in ammortizzatori e disoccupazione, tutelando così le carriere discontinue”, aggiungendo che: “Basterà avere i requisiti. Poi, come per interventi simili, c’è una clausola di monitoraggio, per cui, in caso di costi maggiori delle stime, potrebbe essere posticipato di qualche mese l’accesso all’Ape. Ma è un elemento tecnico, puramente ipotetico. Circa 35mila persone all’anno rientreranno nell’Ape sociale”.

Rispetto alla Quota 41 per una parte dei lavoratori precoci Nannicini stima che ne potranno andare in pensione in anticipo con 41 anni di contributi: “Circa 25mila all’anno”. Il sottosegretario ritieme che la politica saprà assumersi la responsabilità delle proprie scelte per evitare abusi nell’accesso all’anticipo pensionistico cosiddetto sociale, cioè con il costo a carico dello Stato e rispetto ala fatto che l’Anticipo pensionistico attraverso il prestito previdenziale sia appetibile solo per i lavoratori più ricchi replica: “Non credo. Gli scaloni hanno creato una forte domanda di flessibilità.Rinunciare per 20 anni al 4,6% della pensione per anno d’anticipo, ma senza rischi o tagli alla reversibilità, non è poco, ma resta una buona opportunità in più per tutti quelli con 20 anni di contributi”.

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