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Pensioni 2016 ultime news: lavoratori precoci e Quota 41, quali novità ci sono?

Le scelte del Governo sulle misure previdenziali che sono state stabilite sulla Legge di Stabilità hanno lasciato con l’amaro in bocca una parte consistente di lavoratori rimasti fuori sia dalla platea dell’Ape sociale che dalla Quota 41 per una parte dei lavoratori precoci. Anche se dovessero rivelarsi esatte le previsioni del Governo sui circa 25mila lavoratori precoci che potrebbero accedere alla pensione dopo 41 anni di contributi, è comunque molto  più numerosa la restante parte dei lavoratori precoci che non potranno beneficiare nella Quota 41 a causa dei rigidi paletti posti dal Governo.

LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2016!

Il gruppo “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” continua la campagna di pressione sul Governo e sul Parlamento, perché si allarghi la platea dei lavoratori beneficiari della Quota 41. Roberto Occhiodoro, amministratore del gruppo ha scritto al sottosegretario Tommaso Nannicini un post, dopo una serie di missive che altri lavoratori hanno spedito all’esperto del Governo e a cui lo stesso ha risposto dando alcune spiegazioni. Occhiodoro ha voluto evidenziare che le risorse per l’equità sociale e la flessibilità pensionistica sono molto poche:”Allora facciamo due conti sulla legge di Bilancio 2017:
per l’APE SOCIAL abbiamo risorse stanziate pari a 2 miliardi 387 milioni IN 7 ANNI, cioè 341 milioni medi per anno;
per i Lavoratori precoci abbiamo risorse pari a 2 miliardi 68 milioni IN 4 ANNI, cioè 517 milioni medi per anno
Ora andiamo a vedere quello che questa legge di bilancio riserva alle Industrie e alle Banche:
Riduzione IRES sui profitti: dal 27,5% al 24%: circa 4 miliardi
Progetto INDUSTRIA 4.0: slide 16/17/18 di presentazione del progetto: DIRETTRICI CHIAVE: INVESTIMENTI INNOVATIVI, COMPETENZE,PRINCIPALI INIZIATIVE
IMPEGNO CUMULATO 2017/2020:
IMPEGNO PRIVATO: circa 56,2 Miliardi
IMPEGNO PUBBLICO: circa 23,7 Miliardi, circa 6 Miliardi l’anno medi.
Intendiamoci: noi non siamo contrari all’innovazione tecnologica perché dovrebbe rendere il lavoro meno faticoso e quindi più sopportabile, ma vista la situazione perdurante di crisi economica temiamo e crediamo fortemente che tutto questo si risolva in nuovi licenziamenti”.

 

Occhiodoro continua nel suo lungo  post parlando dell’Anticipo pensionistico che costituisce ad oggi la misura previdenziale centrale della riforma portata in Parlamento dal Governo: L’APE costringe chi volesse uscire dal mondo del lavoro a 63 anni a ricorrere ad un prestito accompagnato da una assicurazione sulla vita ( e lo credo bene): cioè dopo una vita di lavoro bisogna ricorrere ad un prestito per ANDARE IN PENSIONE!!!!!
Io questa la chiamo una bella MANOVRA FINANZIARIA per aiutare banche ed assicurazioni.
Senza considerare i 25.000 esuberi delle banche che avete GARANTITO con risorse dello Stato, portando da 5 a 7 anni la possibilità di farli uscire dal mondo del lavoro ( 5 anni a carico dei fondi bancari e 2 anni con soldi dello Stato)
Cè soltanto bisogno di prendere una calcolatrice e vedere quale differenze ci sono in termini di risorse tra questa “riforma” delle pensioni e quello che è stato fatto per i soliti noti.
Questa è una vostra legge: non chiedeteci di condividerla.
Noi proseguiremo la nostra lotta perché è la nostra battaglia che si identifica con la vera EQUITA’ SOCIALE, con una vera redistribuzione della ricchezza, con la affermazione di un DIRITTO che, prima di essere politico, è di carattere ETICO: dopo 41 anni di lavoro una persona DEVE poter vivere in serenità l’ultima parte della propria esistenza.
ED E’ PER QUESTO CHE VI DICIAMO NO!!
“Chi semina vento raccoglie tempesta”

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