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Pensioni 2016 ultime news: pensione anticipata e pensioni minime, Tito Boeri ecco le sue perplessità

Ieri sera a Porta a Porta, il premier Matteo Renzi ha confermato l’intenzione del Governo di fare un intervento di adeguamento delle pensioni minime, ragionando sull’ipotesi di aumentare l’importo della quattordicesima mensilità allora istituita dal governo Prodi, con un incremento intorno ai 126 euro l’anno per l’importo più alto. In questo modo si avvantaggerebbero di più i pensionati ex lavoratori dipendenti, che percepiscono pensioni basse, accontentando una delle richieste dei sindacati di categoria dei pensionati.

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Questa proposta non convince molto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che al Messaggero ha dichiarato le sue perplessità: “La quattordicesima va in sette casi su 10 a persone che povere non sono”. Attualmente la quattordicesima mensilità erogata nel mese di luglio viene incassata da circa 2,2 milioni di pensionati, la preoccupazione di Boeri è legata al calcolo di questa misura che si basa sul reddito complessivo degli interessati, però su base individuale piuttosto che familiare. Il ministro Giuliano Poletti e il sottosegretario Tommaso Nannicini sono a lavoro per trovare una modalità che consenta di avvantaggiare solo chi ne ha realmente bisogno e d evitare quanto verificato dall’Inps per cui: “Il 30% delle erogazioni complessive vadano ai primi due decili di reddito, misurato con l’Isee (quindi i più bassi) mentre il restante 70% è percepito da pensionati che si trovano nei decili superiori”.

L’altro principale intervento sulla previdenza sarà fatto con l’Anticipo pensionistico, in modo tale che senza verificare i requisiti dell’età pensionabile si possa consentire, come affermato dal premier Renzi: “A tutti quelli che sono arrivati a tre anni prima della pensione o attraverso Anticipo pensionistico che costi un inezia o con accordi privati potranno andare in pensione anticipata”. In più come ha dichiarato il consigliere economico di Matteo Renzi, Stefano Patriarca, utilizzando anche strumenti come la previdenza integrativa e prevedendo: “Di percepire la rendita in anticipo rispetto alla pensione obbligatoria ai lavoratori con 63 anni di età e almeno 20 anni di contributi che sono senza contratto al momento della richiesta contando su una tassazione sostitutiva più leggera, così da non aspettare la pensione pubblica per avere una rendita, ma di avere una sorte di reddito ponte prima di arrivare alla pensione, che consenta alle persone di uscire prima dal Lavoro”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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