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Pensioni 2017 news: Ape donna social più vicina, Marco Leonardi divide le lavoratrici

Pensioni 2017 news: Ape donna social più vicina, Marco Leonardi divide le lavoratrici

Il professore Marco Leonardi, tra i principali consiglieri in materia economica del premier Paolo Gentiloni, in una recente intervista, rilasciata al quotidiano Il Sole 24 Ore, sull’incandescente tema delle pensioni ha ripreso l’ipotesi che, nella prossima legge di Bilancio, le misure riguardanti la riforma del sistema pensionistico, sulla base del monitoraggio sull’andamento degli interventi varati l’anno scorso, partano da una loro “robusta manutenzione” . Per maggiore chiarezza di informazione, ecco quanto ha dichiarato dal professore: “Il pacchetto di interventi previdenziali dell’ultima legge di Bilancio passerà invece per un rilancio della previdenza complementare e una “robusta manutenzione” delle misure già varate: dall’Ape volontaria e Rita, che dovrebbero decollare in settembre, all’Ape sociale e le flessibilità per precoci e usuranti. Per le lavoratrici più in difficoltà, per esempio, si va consolidando l’idea di uno sconto contributivo di 2 o 3 anni per accedere all’Ape social, schema che potrebbe coincidere (ma la decisione non è ancora presa) con la chiusura dell’opzione donna, la misura sperimentale che ha consentito l’uscita anticipata con ricalcolo contributivo dell’assegno a 57 o 58 anni alle lavoratrici che avevano raggiunto i 35 anni di versamenti entro fine 2015.
Tutte le ricalibrature della nuova flessibilità verranno naturalmente messe a punto alla luce dei dati Inps sull’utilizzo degli strumenti varati l’anno scorso, compreso il cumulo gratuito, misura che dovrebbe rivelarsi utilissima in prospettiva per i giovani con carriere discontinue e versamenti in gestioni diverse.”

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Pensioni 2017 news: Ape donna social più vicina, Marco Leonardi divide le lavoratrici

Il passaggio che riguarda direttamente le lavoratrici, in cui si ipotizza dalla chiusura del regime sperimentale di Opzione Donna a quelle che avevano maturato i 35 anni di contributi entro il 31 dicembre del 2015, compensata da una sorta di Ape social agevolata attraverso uno sconto contributivo per le “lavoratrici più in difficoltà”, prosegue una linea che il Governo ha seguito per i lavoratori precoci con il varo della Quota 41 per l’accesso alla pensione anticipata limitata a una platea ristretta dell’intera categoria. Questa ipotesi ottiene da subito lo scopo di dividere la classe delle donne lavoratrici che si battono per la proroga di Opzione Donna che consentirebbe di andare in pensione con 57 o con 58 anni di età e 35 di contributi, anche se con la pensione calcolata con il metodo contributivo.

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Alcune tra di loro, come Orietta Armiliato, fondatrice del gruppo Comitato Opzione Donna Social, ragionando in termini di sostenibilità dei costi ritengono che: “L’APE donna potrebbe ovviare al problema del ricalcolo contributivo e offrire comunque una via di uscita anticipata, valorizzando ad esempio il lavoro di cura o la maternità.” Mentre altre sullo stesso gruppo, come Sabina Urbani, rispondono: “Non fate l’errore di “abbandonare” le altre donne. Quanto ancora si dovrà ” tirare la carretta”? Vorrei sapere cosa intendete per donne in difficoltà: chi ha perso il lavoro, chi ha un lavoro “disagiato”, ecc.? (quali sarebbero i lavori?) E i famosi “lavori di cura”? E lo sconto per i figli? Non sono forse da corrispondere a ogni donna? E i giovani? Bisogna incentivare l’uscita dal lavoro di noi donne, perno della società, così forse ci saranno meno giovani a spasso e magari meno ” fughe” all’estero”. Più polemicamente sulla pagina social del Movimento Opzione Donna, una lavoratrice Donatella Vivoli, commenta: “Io non riesco a capire perché sia così difficile capire una cosa così semplice :chi lavora da 35/38 anni non sarà più stanca e usurata di chi ha lavorato solo 20 anni ???? Allora perché volete mandarci in pensione dopo ? Cari Nannicini,Damiano,Leonardi, Poletti &e C, potete darmi una spiegazione logica ? Io esigo di sapere cosa vi passa per il cervello, quali contorti ragionamenti state facendo ! La soluzione c’è, e’ pronta , dovete solo PROROGARE OD e noi in cambio vi diamo 24 mld in 15 anni . E’ un ottimo affare , sempre che si ragioni da statisti e non da politicanti . Quindi questo ci aspettiamo da voi ,una bella proroga, tutta a spese nostre!” . Anche su un altro folto gruppo di lavoratrici, Opzione Donna Proroga al 2018, una delle amministratrici, Giulia Molinaro, scrive: “Si continua a parlare di Ape donna social, ma non è certamente questo che vogliamo”.

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