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Pensioni 2017 news: Ape e precoci, Tito Boeri attaccato: “No alla guerra tra i poveri”

Tito Boeri ha aspramente criticato la riforma previdenziale approvata dal governo di Matteo Renzi con la Legge di Bilancio 2017. Il presidente dell’Inps con parole poco diplomatiche , durante un convegno del Sole 24 Ore “Tuttopensioni”, in cui Boeri era tra gli ospiti più importanti, ha sottolineato: “Una manovra che fa aumentare il debito implicito, scaricando gli oneri sulle generazioni future”. Le critiche del professore bocconiano, come poi ha spiegato, non erano dirette tanto contro l’Ape, l’Anticipo pensionistico che a partire dal 2017 consente ai lavoratori di andare in pensione a 63 invece che a 66, come previsto dalla riforma Fornero, quanto i provvedimenti, come la quattordicesima mensilità, diretti a chi è già in pensione.

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La quattordicesima mensilità, già prevista dalla previgente normativa per circa due milioni di pensionati, con la legge di Bilancio 2017 è stata prevista per una platea di 3 milioni di soggetti. Secondo Boeri questo provvedimento non terrebbe conto della reale situazione economica del pensionato. Il requisito per ottenere la quattordicesima, che avrà un importo tra 300 e 500 euro una tantum, è quello di avere un reddito basso, inferiore a 13mila euro, ma Boeri contesta che il reddito sia l’unico elemento per capire la situazione economica del beneficiario della misura. Un parametro più esaustivo per fotografare la situazione del pensionato sarebbe stato l’Isee che avrebbe tenuto conto non solo dei redditi, ma anche delle proprietà immobiliari e finanziarie e del numero dei familiari a carico. Con la quattordicesima mensilità secondo Boeri, il Governo si è assunto un impegno di spesa anche per gli anni futuri e quindi ha parlato di “Debito implicito”, aggiungendo: “Saranno i giovani di oggi, più che i pensionati, a portarsi quel debito sul “‘groppone'”. In risposta alle dichiarazioni di Tito Boeri la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha replicato: “Non ci sto a una guerra tra poveri. Quest’idea per cui noi arriviamo da un impoverimento per cui tutto ciò che era prima è un vantaggio, è il modo per non discutere dell’impoverimento. Fossi Boeri mi preoccuperei della gestione separata, del perché i contributi giovani non sono cumulabili, perché si fa il contributivo puro senza accorgersi che c’è bisogno di solidarietà, non me la piglio con i pensionati e le loro quattordicesime. Non è una prestazione assistenziale, è previdenza. Cosa fai, a quello che ha venti appartamenti gli togliamo la pensione?” . Inoltre l’esponente sindacale aggiunge: “La tesi è che siccome è aumentata la povertà nel nostro Paese i poveri devono dare dei soldi agli altri poveri. In un Paese in cui non c’è la progressività fiscale, né la patrimoniale, non hai nessun elemento di redistribuzione della ricchezza, facciamo la guerra tra quelli che hanno pochi soldi e hanno bisogno della quattordicesima e quelli che sono ancora più poveri. Pensiamo di risolverlo così il tema del Paese?“. Infine rilancia la fase 2 della riforma previdenziale: “Contrapponiamo quelli che sono andati in pensione, avendo lavorato tanto, ai giovani? Occupiamoci piuttosto della pensione futura dei giovani. Facciamo la fase ‘2’ della discussione con il governo, ma smettiamola di fare questa politica”.

Le dichiarazioni di Tito Boeri suscitano anche la risposta polemica di molti lavoratori precoci, che su una delle loro pagine Facebook, “Lavoratori precoci uniti a tutela dei loro diritti” scrivono: “Come mai Lei non ha urlato di dolore mentre accadeva e accade tutto ciò?
Come mai non si è strappato le vesti quando corrotti e corruttori deturpavano e deturpano il nostro paese? Come mai Lei non interviene contro chi non versa i CONTRIBUTI? (che
non sono i soliti lavoratori/trici)Come mai Lei interviene sempre CONTRO IAVORATORI/TRICI? Ne è proprio certo che siamo noi a far saltare il banco tutte le volte?”

GIANLUCA GRIGNANI OGGI

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