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Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41 decisioni al 13 marzo, precoci chiedono aiuto a Maurizio Landini

Con ogni probabilità, sarà il prossimo 13 marzo, la giornata in cui si prenderanno le decisioni definitive sui decreti attuativi che riguardano le due misure più importanti del pacchetto pensioni approvate con la legge di Stabilità, cioè l’Anticipo pensionistico e la Quota 41. Non si può andare oltre, pena il fatto che i provvedimenti non riescono a partire entro il 1° maggio così come è stato previsto nella legge. Questi decreti attuativi son attesi da tanti lavoratori che aspettano di conoscere con esattezza i dettagli delle misure per capire se avranno i requisiti necessari a rientrare nelle due platee che consentono di uscire dal lavoro con qualche anno di anticipo.

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I punti più importanti ancora da definire sono l’intesa con le banche e le assicurazioni per l’avvio dell’Anticipo pensionistico su base volontaria e la precisa definizione dei lavori gravosi che danno accesso sia all’Ape sociale che alla Quota 41. Per quanto riguarda l’Ape sociale che consente il pensionamento anticipato a 63 anni e sette mesi con i costi del prestito previdenziale a carico dello Stato, bisogna avere maturato almeno 36 anni di contributi e avere svolto un’attività lavorativa considerata come gravosa in via continuativa per almeno sei degli ultimi 10 anni di lavoro. Mentre la Quota 41 e il riconoscimento di lavoratore precoce spetta solamente a quei lavoratori che abbiano versato 12 mesi di contributi prima dei diciannove anni di età.

Questa limitazione è stata considerata eccessiva dagli altri lavoratori che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età e chiedono che la Quota 41 venga riconosciuta a tutti i lavoratori in possesso dei 41 anni di contributi. Questi lavoratori precoci continuano nella loro battaglia e chiedono il sostegno dei sindacati. Sulla bacheca Facebook del gruppo “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” uno di loro ha raccontato di essere intervenuto a una riunione della Fiom-Cgil del Trentino Alto Adige, alla presenza del segretario nazionale, Maurizio Landini. Il lavoratore ha spiegato le ragioni della vertenza sulla Quota 41 e ha chiesto a Landini di contribuire a organizzare uno sciopero generale contro la legge Fornero e il Jobs Act. Sembra tornare il sereno in un rapporto di fiduciosa collaborazione tra i precoci e la Cgil, per provare a ottenere uno sbocco di Quota 41 per tutti.

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