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Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, decreti attuativi o modifiche con legge ad hoc

Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, decreti attuativi o modifiche con legge ad hoc

L’adozione dei decreti attuativi dell’Anticipo pensionistico e della Quota 41 per i lavoratori precoci continua a farsi attendere. Si pensava che i provvedimenti in questione sarebbero stati all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri convocato per oggi, ma nei documenti diffusi da Palazzo Chigi non c’è riferimento a ciò. Di delinea, dunque la possibilità che i tempi si allungheranno ancora, quanto meno alla prossima settimana. Tra i nodi più difficili da sciogliere pare ci sia l’esatta definizione delle attività gravose, non è ancora certo se si farà riferimento alla mansione del lavoratore o al settore dell’azienda. Tra gli interventi più attesi in questa fase attuativa c’è quello sulla franchigia nel calcolare i sei anni di continuità in lavori gravosi, in modo da non penalizzare i lavoratori che negli ultimi sei anni hanno avuto periodi di disoccupazione. Alcune richieste di modifiche rappresentate dai sindacati sui decreti attuativi dell’Ape e della Quota 41 per i precoci, secondo indiscrezioni provenienti da ambienti governativi non potrebbero essere accolte perché necessitano di un intervento di modifica legislativa e quindi di un’approvazione per via parlamentare che costringerebbe a tempi notevolmente più lunghi.

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Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, decreti attuativi e partenza differita per l’Ape volontaria?

 

Mentre non sarebbero accolte le richieste dei lavoratori dipendenti disoccupati per scadenza di contratti a termine e i lavoratori autonomi rimasti senza lavoro, che così resterebbero esclusi dall’Ape sociale e dalla Quota 41. Per questi soggetti rimarrebbe la possibilità di accedere all’Ape di mercato subendo una decurtazione ventennale sul trattamento pensionistico. Anche sui cumuli contributivi resterebbe il diniego del Governo a sommare le diverse anzianità contributive per accedere alle agevolazioni in arrivo. Mentre rimane confermata la data del 1° maggio per accedere ai benefici, anche se il riconoscimento dei requisiti sicuramente sarà posticipato a un momento successivo. Per quanto riguarda l’Ape volontaria si prospetta un accesso differito in quanto condizionato dalla valutazione da parte delle banche che potrebbero riservarsi di accettare o rifiutare l’erogazione del prestito, dopo una verifica della solvibilità del richiedente. La parti sindacali hanno evidenziato che la misura dell’Ape volontario non è trattato come un diritto soggettivo dei lavoratori, ma come un contratto tra privati, di cui l’Inps e lo Stato hanno “il ruolo di passacarte”. Anche sui tassi d’interesse che banche e assicurazioni applicheranno, quindi sul costo dell’anticipo a carico dei lavoratori, regna molta incertezza. Appare probabile che i tassi si aggireranno oltre il 3%.

Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, decreti attuativi

Tra Governo e sindacati si allarga dunque la distanza tra le rispettive posizioni. Alessandro Genovesi, responsabile della Fillea Cgil ha chiesto la riduzione da 36 a 30 anni di contributi per l’Ape sociale dei lavori gravosi e ha parlato di una vera e propria truffa: “Se non vi saranno interventi e verranno quindi mantenuti i 36 anni di contributi di cui gli ultimi 6 continuativi, l’Ape agevolata per gli operai edili sarà inesigibile. A fronte di almeno 23mila operai edili con più di 63 anni che stanno sulle impalcature, esposti più di altri a infortuni gravi e spesso potranno accedere teoricamente meno di 500 operai. E dico teoricamente, perché i potenziali beneficiari sono quasi tutti operai di imprese strutturate che, facendo ora i capi cantiere, coordinando magari lavori esteri, grazie anche alle buone relazioni sindacali, sono già scesi dalle impalcature”. Invece: “alle migliaia di operai di aziende piccole, di 2-3 dipendenti, alle migliaia di operai che cambiano spesso datore di lavoro (cioè quasi tutti, come sa chi conosce il settore dell’edilizia), il Governo sulla carta riconosce che sono lavoratori impegnati in attività gravose e pericolose, ma nella pratica li lascia fino a 70 anni sulle impalcature o a trasportare carichi pesanti o a stare 8 ore con il martello pneumatico nelle mani. Non so come si possa definire una cosa simile, a me viene in mente solo una parola: truffa”.

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