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Pensioni 2017 news: Ape e quota 41 domande dal 1° maggio 2017, cosa cambia dopo l’incontro Govero-sindacati?

Pensioni 2017 news: Ape e quota 41, domande entro i margini di bilancio

Dall’ultimo incontro tra Governo e sindacati sui decreti attuativi dell’Ape e sulla quota 41 per i lavoratori precoci è emerso che le domande per accedere a queste misure saranno riconosciute solo dentro margini ben determinati dai vincoli di bilancio, dopo procedura di monitoraggio. Quindi se dalle verifiche effettuate dovessero venire fuori degli scostamenti tra il numero delle domande presentate rispetto ai fondi a disposizione verrà differita la data di decorrenza della pensione anticipata, rispettando criteri di priorità, considerando la maturazione dei requisiti e a parità di questi, si considererà la data di presentazione della domanda, con lo scopo di assicurare un numero di pensionamenti anticipati non superiore alle somme stanziate.

Pensioni 2017 news: domande dal 1° maggio al 30 giugno

Dunque le due misure: Ape agevolato e quota 41 per le particolari categorie previste dalla legge di Bilancio 2017 non assurgeranno a un diritto che il lavoratore potrà far valere sempre a sua discrezione, quanto piuttosto a un beneficio che potrà essere rinviato, o anche negato, qualora i fondi a disposizione dovessero essere insufficienti a coprire le domande di tutti i richiedenti. Il Governo ha chiarito che i lavoratori in possesso dei requisiti possono presentare la domanda di accesso all’Ape e alla Quota 41 dal 1° maggio al 30 giugno. Le date saranno ufficializzate nei decreti attuativi che il Governo dovrebbe adottare entro il 31 Marzo. Durante il confronto i sindacati hanno proposto che siano previste due tre finestre di accesso ogni anno. Per l’anno 2018 i lavoratori dovranno presentare le domande entro il 30 marzo 2018.

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Pensioni 2017 news: Ape social e quota 41 beneficiari, requisiti, differenze tra le due misure

I lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, ai fondi esclusivi o sostitutivi e i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali o separata dell’Inps, se hanno raggiunto 63 anni di età e si trovano nelle condizioni di disagio, definite dalla riforma delle pensioni contenuta nella legge di Bilancio 2017, a partire dal 1° maggio potranno beneficiare dell’Ape sociale o della Quota 41 a condizione che abbiano versato almeno 12 mesi di contributi prima del 19esimo anno di età. Il provvedimento ha come destinatari sia i lavoratori dipendenti del settore privato, sia gli autonomi e i parasubordinati, nonché i lavoratori del pubblico impiego con esclusione però degli assicurati presso le casse professionali. La misura interesserà anche i disoccupati a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria e che da almeno tre mesi non siano più beneficiari di ammortizzatori sociali come la Naspi o l’Aspi o l’indennità di mobilità. Dall’intervento resteranno esclusi i disoccupati per altre cause, come ad esempio per scadenza del contratto a termine, cessazione dell’attività autonoma, dimissioni o altro. La legge inserisce tra i beneficiari delle misure i lavoratori dipendenti o autonomi che, al momento della presentazione dell’istanza, assistono da almeno sei mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave secondo quanto stabilito nella legge 104/1992, o coloro che hanno un’abilità al lavoro certificata almeno del 74%. Sono compresi anche i lavoratori dipendenti che rientrano nelle 11 professioni elencate nell’allegato alla legge di Bilancio, ovvero attività lavorative “per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo” e che oggetto di ulteriore definizione da parte del Governo con i decreti attuativi. Per usufruire dell’Ape sociale è necessario avere 30 anni di contributi versati, che salgono a 36 nel caso di lavori gravosi. L’indennità verrà erogata ogni mese per 12 mesi l’anno, fino all’età stabilita per l’accesso alla pensione di vecchiaia e fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. l’assegno mensile non potrà essere superiore a 1.500 euro lordi non rivalutabili. Mentre per i lavoratori precoci l’anticipo per andare in pensione è di un anno e 10 mesi per gli uomini e 10 mesi per le donne, ma si tratterà di un trattamento pensionistico a tutti gli effetti e non di un sussidio come nel caso dell’Ape. Infine l’Ape sociale è una misura sperimentale che durerà fino al 31 dicembre 2018, mentre per i lavoratori precoci la quota 41 avrà natura strutturale e potrà essere richiesta anche dopo il 2018.

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