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Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, ecco le richieste dei lavoratori precoci

L’incontro tra Governo e sindacati di oggi è stato preceduto da un importantissimo confronto tra una delegazione di lavoratori precoci e il consigliere economico del Presidente dei Consiglio, Marco Leonardi alla presenza di Tommaso Nannicini che ha seguito il dossier pensioni durante il Governo di Matteo Renzi fino all’approvazione dei provvedimenti previdenziali contenuti nella legge di Bilancio 2017. Un breve resoconto del confronto è stato riassunto in un post sulla pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”.

I precoci hanno presentato agli esperti del Governo due documenti contenenti delle richieste specifiche e dettagliate: “Il primo di 9 punti riguardante le nostre POSIZIONI dalle quali non DEROGHIAMO, ed il secondo che interessa più precisamente i decreti attuativi in fase di preparazione e che verranno presentati domani nell’incontro tra governo e sindacati ( al quale, come sempre, non mancheremo).
Di seguito i due documenti su cui si è svolta la discussione:
REQUISITI PER ACCESSO AL TRATTAMENTO PENSIONISTICO
1) 41 ANNI DI CONTRIBUZIONE PER TUTTI SENZA LIMITI DI ETA’ E SENZA PENALIZZAZIONI
2) USCITA DAL MONDO DEL LAVORO A 62 ANNI DI ETA’ E 35 DI CONTRIBUZIONE SENZA ALCUN RICORSO A PRESTITI BANCARI E ASSICURAZIONI SULLA VITA MA CON PENALIZZAZIONI DECRESCENTI A PARTIRE DALL’8% ( con uscita a 62 anni fino ad arrivare a 0 a 66 anni e 7 mesi)
3) Per i LAVORATORI PRECOCI intesi come da legge di bilancio 2016 ( 14/19 anni) BLOCCO DELL’ASPETTATIVA DI VITA al pari dei cosiddetti LAVORI USURANTI
4) Sull’ASPETTATIVA DI VITA IN GENERALE: visto che nel 2015 l’aspettativa di vita è scesa nel nostro paese proponiamo il BLOCCO delle rilevazioni confermando quindi ALMENO FINO AL 2022 gli attuali dati e cioè 66 anni e 7 mesi per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi ( per gli uomini) e 41 anni e 10 mesi ( per le donne) per la pensione anticipata;
5) REVISIONE DEI COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE;
6) Per reperire risorse da destinare alla previdenza CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ NON SOLTANTO DALLE COSIDDETTE PENSIONI D’ORO MA ANCHE DA PARTE DI TUTTI COLORO CHE HANNO UN REDDITO ANNUO SUPERIORE AI 150.000 EURO; RIPRISTINO DELL’IMU SUI GRANDI PATRIMONI IMMOBILIARI; DESTINARE PARTE DELLE TASSE PAGATE DAI PENSIONATI ALLA PREVIDENZA; 8 per 1000 DA DEDICARE ALLA PREVIDENZA
7) LE RISORSE STANZIATE PER L’INTERO PACCHETTO PENSIONI IN LEGGE DI STABILITA’ 2016 DEVONO RIMANERE ALL’INTERNO DEL COMPARTO PREVIDENZIALE
8) REVISIONE DEL METODO CONTRIBUTIVO ( così come strutturato attualmente e visto il perdurare della crisi economica darà pensioni da fame alle nuove generazioni)
9) SEPARARE LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA”.

LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2017!

Mentre nel secondo documento riguardante maggiormente la seconda fase della riforma delle pensioni: “Abbiamo detto che i LAVORI GRAVOSI individuati nella passata legge di stabilità coprono una parte minima di lavoratori (fermo restando che dopo 40 anni TUTTI i lavori sono pesanti e usuranti)
1) Aumentare le categorie dei lavori cosiddetti GRAVOSI ( sia per i 41isti che per i fruitori dell’APE SOCIAL);
2) Una FRANCHIGIA per quei lavoratori che scelgono l’APE VOLONTARIA pari all’assegno sociale ( quindi a carico dello Stato: il resto a carico del lavoratore che sceglie tale soluzione)
La discussione si è articolata su 3 direttrici:
per quanto riguarda il punto 1 e 2 del primo documento il governo si è detto IMPOSSIBILITATO a prendere qualsiasi decisione vista la PRECARIETA’ e la VOLATILITA’ dell’attuale governo: in soldoni non sono in grado di poter decidere in merito perché NON SI SA se questo governo rimarrà in carica fino a fine legislatura o meno.
Per quel che riguarda dal punto 3 al punto 9 le nostre argomentazioni verranno portate e discusse APPROFONDITAMENTE ( soprattutto l’ASPETTATIVA DI VITA) nella FASE 2 del confronto tra governo e sindacati.
Per quanto riguarda le nostre proposte del secondo documento sull’allargamento delle categorie dei lavori gravosi ci hanno confermato che verrà preso in esame QUELLO DA NOI PRESENTATO ( così come l’allargamento ai fratelli di disabili della possibilità di poter usufruire o della QUOTA 41 o, se 63enni, dell’APE SOCIAL)”. Marco Leonardi ha assicurato che le richieste dei lavoratori saranno prese in considerazione e già da oggi sui documenti che usciranno dal summit tra le parti sociali e il Governo si potrebbero intravedere alcuni primi risultati reali.

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